Sci alpino, Lara Gut-Behrami si ritira: "Non è più il momento di mettermi un pettorale"

La sciatrice svizzera ha deciso di ritirarsi all'età di 35 anni 

© Getty Images

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Dopo una carriera piena di successi, Lara Gut-Behrami ha deciso di ritirarsi. Ad annunciarlo è stata la stessa sciatrice tramite una lettera pubblicata sui canali social della RSI:

"Come si capisce che qualcosa è finito? E come si traducono le emozioni profonde in parole?

Forse capisci quando gli obiettivi, la ricerca costante del miglioramento lasciano spazio alla felicità, all’appagamento interiore, alla capacità di valorizzare il percorso fatto.

Ricordo il mio primo podio a St. Moritz cadendo al traguardo. Durante la premiazione la sera è stato un turbinio di emozioni, incredulità, gioia sfrenata, aggiunte ad un pizzico di disorientamento. Ero felice e spensierata.

Lo scorso ottobre a Sölden le emozioni erano ancora più profonde. Oltre alla felicità e alla soddisfazione provate nel 2008 si erano aggiunte la consapevolezza e l’orgoglio del percorso fatto. La felicità sentita era più matura e realizzata.

Ho avuto la fortuna e l’onore di poter vivere una carriera molto lunga e intensa, di esprimere i miei sogni e i miei desideri attraverso le mie sciate, di vivere questo viaggio affiancata da persone straordinarie.

La sensazione di libertà assoluta sulla neve non mi ha mai abbandonato. C’era da bimba, era presente da atleta e mi accompagnerà anche in futuro.

Sono anche fortunata e felice di poter scegliere. Nonostante quasi 20 anni di sport di alto livello, nonostante le cadute e gli infortuni non ho dolori ricorrenti e non ne voglio avere.

È anche per questo che so che è arrivato il momento giusto, quello di non ostinarmi a voler raggiungere, superare i limiti ad ogni costo e di imporre al mio fisico certi ritmi e sollecitazioni. Sciare rappresenta qualcosa di magico e naturale per me, voler costringere il mio fisico e la mia testa a sopportare e gestire il dolore sarebbe come macchiare l’immagine che ho dentro di me di ciò che ho fatto con così tanta passione.

L’intensità delle emozioni dell’oro olimpico di Pechino, la vittoria sotto la neve a St. Moritz nel 2008, i Mondiali di Cortina, il sorriso in partenza a Sun Valley, le ore di lavoro in pista con mio papà, le discussioni con i miei skiman Babi e Tom per migliorare costantemente il materiale… l’elenco di momenti è infinito e solo ora li realizzo e assaporo completamente. Ho lavorato per anni incessantemente con l’obiettivo di eccellere e vincere nello sport, ora sento solo un profondo senso di felicità e mi commuove quanto sia stato bello.

Lo sport di alto livello non è una fiaba, manco la vita lo è. Ma oggi non è il tempo di pensare agli errori, alle delusioni, alle difficoltà, a tutti gli ostacoli anche umani che ci sono stati. Anche il tempo di essere delusa, triste o arrabbiata per lo sci è passato.

La mia famiglia è eccezionale e fondamentale in tutto e per tutto. Grazie Dad per esserci sempre stato, dal primo all’ultimo giorno, mi hai portato a trovare soluzioni e non montagne di problemi. Grazie mamma per seguirci anche nelle imprese più pazze e di essere stata la mia Mami in ogni situazione. Grazie Ian, sei il Fratellì migliore del mondo, mi hai sostenuto e supportato sempre, anche quando ero io la prima a non sopportarmi.

Grazie Valon, amore mio. La vita con te a fianco è straordinaria.

Le nostre due famiglie, dai più piccoli fino ai nonni sono un sostegno costante ed il nostro rifugio. Grazie.

A Flavio, Ladina e Tom. Grazie per avermi affiancato negli ultimi anni e avermi aiutato a ritrovare la passione più genuina per il mio sport. Siete state delle persone d’oro e il valore del mio percorso è anche merito vostro. Che fosse per andare a vincere le gare più importanti o affrontare i momenti complicati, non avete mai vacillato. Le ore in fisioterapia e in palestra insieme prima e dopo le gare, gli ultimi mesi vissuti con piccole e grandi sfide quotidiane per ridarmi la fiducia nel mio fisico, mi avete accompagnato fino all’ultimo minuto prima della partenza alle gare, mi avete affiancato fino all’ultimo giorno in palestra per la ricostruzione.

Grazie a Simone e Tamara, i miei angeli custodi a Lugano e alle loro famiglie. A Sabrina l’amica di una vita. Grazie a Giovanni che da lontano ci ha sempre aiutato. Grazie Alexandre per aver gestito mille situazioni. Grazie Annalisa che mi hai sostenuto dal primo all’ultimo giorno in Swiss-Ski.

Grazie ad ogni persona che ha fatto parte di questo percorso, a chi era seduto davanti al televisore e ha esultato con me, agli allenatori che hanno sostenuto mio papà e si sono battuti per me, a coloro che hanno scritto e commentato ricordandosi che innanzitutto ero una persona e non solo un’atleta. A chi, anche a mia insaputa, ha fatto qualcosa per permettermi di sciare. Ai bimbi che sognano di fare sport, ai genitori che li seguono. Al primo fino all’ultimo sponsor e partner che mi ha accompagnato e permesso di vivere di questo sport. Grazie per aver fatto parte di questo viaggio straordinario. Grazie a tutte le persone che amano e vivono di sport.

Penso che nella vita ci sia un momento per tutto, e ora so che non è più il mio momento di mettermi un pettorale e fare delle gare.

Non vedo l’ora di sciare e sono felice così.

Lara".

I numeri -

In carriera, la ticinese ha vinto (quasi) tutto quello che si poteva vincere tra le grandi dello sci alpino: tre medaglie olimpiche (1 oro, 2 bronzi), nove medaglie mondiali (2 ori, 4 argenti, 3 bronzi), due Coppe del Mondo generali (2016 e 2024), sei “coppette” di super G (2014, 2016, 2021, 2023, 2024, 2025) e una di gigante (2024).