Comunque sia, il mistero rimane. Gabigol (forse) in campo dall'inizio domani a Marassi, la Marassi rossoblu, è la voce/notizia del sabato interista. "Nei sei mesi che è stato con me, pur con qualche ...sosta, è migliorato". Sentenza di Stefano Pioli, a corredo di un talento di 21 anni (ad agosto) intorno al quale si sono spese mille domande, tutte uguali (Perché non gioca?), ricavando risposte sempre le stesse, da De Boer a Pioli (Sta lavorando, verrà il suo momento).
Così, allo scivolo di fine stagione, senza dover chiedere la luna allo strambo cammino interista, ecco che lo spazio-Gabigol si potrebbe aprire nel ruolo di trequartista, mai occupato da un titolare fisso: è toccato a Joao Mario, a Banega, eccezionalmente a Brozovic. C'è un senso logico? Possiamo dire di sì, perlomeno nel tentativo di capirci e di capire, lasciando scorrere il mistero (che resta) di sette mesi di ostracismo verso il brasiliano.
Gabigol in campionato ha raccolto 7 presenze (mai da titolare), con 81 minuti giocati e 1 gol al suo attivo, quello da 3 punti di Bologna-Inter, quando sembrava si fossero tolti i veli al suo impiego. Era il 19 febbraio. Sette giorni dopo, Inter-Roma 1-3, Gabi in campo nel finale e poi stop. Due mesi a mezzo di panchina. (Il 17 gennaio, Inter-Bologna 3-2 di Coppa Italia, la sua unica presenza da titolare).
Non resta che attendere la scelta di Pioli, domani alle 15 a Marassi. E -se sarà Gabigol dietro a Icardi- potremo scrutare la sentenza del campo, senza la pretesa che sia definitiva sul conto del brasiliano, ma perlomeno possa lui farsi capire e noi comprendere di che pasta è fatto. Anche perché -e non per caso- intorno a Gabigol si sono spese quelle mille domande nell'attesa -fino a oggi vana- di una risposta: quella con un pallone fra i piedi suoi e non un microfono davanti al volto dell'allenatore.
Existe Deus acima de tudo , vamos à luta meu guerreiro....
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