Un'altra sconfitta per la Roma, pesante nei numeri quanto quella di Cardiff, meno grave per due motivi: l'avversario stavolta era una squadra di Premier League e per la prima mezz'ora (poi per una decina di minuti nella ripresa) la squadra giallorossa se l'è giocata alla pari con gli avversari, pur non arrivando mai a una conclusione letale. Piccola consolazione per una squadra che tra quindici giorni dovrà esordire in campionato e che tra quaranta dovrà affrontare le corazzate della Champions League.
C'è un particolare su cui Gasperini dovrà lavorare con grande attenzione quando rientrerà a Trigoria: la gestione delle transizioni. Nel primo tempo della partita contro il Brighton, i giallorossi hanno subito due gol in circostanze quasi analoghe, subito dopo aver sprecato altrettante occasioni. Con una differenza: il primo, segnato da Georginio Rutten, è stato un missile all'incrocio dei pali, inevitabile, mentre sul secondo, per fare arrivare il pallone al marcatore Ayari, si è passati attraverso qualche pasticcio difensivo. Uno 0-2 immeritato quello del primo tempo, perché è vero che Svilar all’inizio ha compiuto un mezzo miracolo, ma è anche vero che la fase propositiva della Roma era stata quasi pari a quella del Brighton.
L'undici iniziale della squadra giallorossa era molto simile a quello che potrebbe debuttare in campionato. Almeno nove su undici dovrebbero essere gli stessi, con Molina che dovrebbe prendere il posto di Rensch e Manu Konè verosimilmente nella posizione di El Aynaoui. Sembra abbastanza evidente che tra Malen (ancora in pieno rodaggio) e Castro sarà necessaria una staffetta (nell'ultima mezz'ora hanno giocato insieme ma l'olandese fatica a stare largo) e che il trequartista richiesto da Gasperini verrà utilizzato al posto di Soulè, quando e se arriverà. Il Dybala attuale può essere considerato una garanzia, sta bene fisicamente ed è abbastanza ispirato tecnicamente. L’importante è che continui così, senza intoppi.
Nel borsino dei potenziali titolari giallorossi, Dybala è sicuramente dalla parte della lavagna dove c'è il segno più, con Soulè al suo fianco e con Wesley che sembra averli raggiunti (almeno dal punto di vista atletico) dopo qualche incertezza nelle prime uscite. Dalla parte dei meno per ora si possono inserire El Aynaoui, Cristante, Ndicka e anche un Mancini che al momento non è ancora in grado di sprigionare il suo tradizionale dinamismo. Gli altri galleggiano in mezzo, compreso un Malen ancora in piena fase di ripartenza dopo un Mondiale che gli ha fatto male soprattutto al morale.
Dalla tournèe britannica, però, Gasperini torna con poche indicazioni positive e consapevole di dover chiedere qualcosa ancora alla società. Un attaccante esterno di sicuro, ma anche qualche riserva di qualità. Poi tocca a lui. C'è da rivedere bene tutta la fase difensiva, troppo fragile per pensare di reggere l'urto delle squadre di Champions League, c'è da registrare un centrocampo che però finora è stato privo del suo elemento migliore (peraltro sempre a rischio cessione visto che mezza Premier segue Manu Konè), soprattutto vanno risistemate le distanze tra i reparti. Giusto chiedere rinforzi, altrettanto giusto rimboccarsi le maniche e pensare a soluzioni intelligenti.