Fast and Furious, come sempre e più che mai. Quinta e ultima tappa della regular season di Golden Trail World Series (GTWS) 2026, ancora una volta la Sierre-Zinal si è confermata all’altezza della sua leggendaria reputazione. La 53esima edizione di questa mitica prova di corsa in montagna da 31 chilometri per 2200 metri di dislivello positivo che si snoda ai piedi di cinque vette alpine oltre i 4000 metri, ha incoronato due dei protagonisti assoluti della disciplina.
Nella gara maschile Philemon Ombogo Kiriago ha conquistato la sua terza vittoria negli ultimi quattro anni, dopo quelle ottenute nel 2023 e nel 2025, con il solo "intermezzo" 2024 by Kilian Jornet, peraltro primatista assoluto con dieci affermazioni, cinque delle quali consecutive. Il keniano ha inoltre aperto una nuova tripletta Run2Gether On Trail, replicando fedelmente l’impresa della passata stagione, con Patrick Kipngeno nuovamente secondo e Michael Saoli ancora una volta costretto ad "accontentarsi" del terzo gradino del podio. In gara donne Madalina Florea ha centrato uno dei successi più prestigiosi della sua carriera, conquistando la sua terza vittoria stagionale nelle Golden Trail World Series dopo i trionfi ottenuti al Quebec Mega Trail (Canada) e al recente Salomon Pitz Alpine Glacier Trail in Austria. In stato di grazia da diverse settimane, la lanciatissima rumena del Team Scott si è imposta al termine di una sfida intensa e combattuta, rimasta aperta fino agli ultimi chilometri. La campionessa in carica Caroline Kimutai (Salomon, prima un anno fa appunto) ha chiuso al secondo posto, mentre Morven Goodrum (Windson Slough, Eton and Hounslow) ha completato il podio in terza posizione.
Tanto Kiriago (già tre anni fa appunto) quanto Florea sono i primi atleti dei loro Paesi ad imporsi nella grande classica in terra elvetica, una sorta di campionato mondiale in prova unica della disciplina della corsa in montagna con evidenti... sfumature trail.
© GTWS/Koastal Forest
KIRIAGO DIFENDE IL TITOLO E GUIDA UN NUOVO TRIS DI RUN2GETHER ON TRAIL
Fin dai primi chilometri l’elevatissimo livello del campo maschile si è fatto sentire, con oltre venti atleti ancora compatti nel gruppo di testa. I primi distacchi significativi hanno iniziato a prendere forma sul segmento uphill, posto a due chilometri e trecento metri dalla partenza. Il tedesco Julius Ott (HPC-Trimaster) si è aggiudicato il passaggio ma il gruppo principale - guidato dal ritmo sostenuto del britannico Jakob Adkin (New Balance) - è rimasto sostanzialmente intatto. Al passaggio di Chandolin, considerato il giro di boa ufficioso della corsa, i primi dieci erano racchiusi in meno di due minuti.
Adkin transitava al comando con appena sette secondi di vantaggio su Philemon Kiriago e Patrick Kipngeno, un margine decisamente insufficiente per dormire "sonni" tranquilli contro due atleti che da anni scrivono la storia della leggendaria Corsa dei Cinque Quattromila del Canton Vallese. Il duo keniano non ha impiegato molto a prendere il controllo della gara. Il primo segnale è arrivato nel segmento sprint: Kiriago ha fatto registrare il miglior tempo della giornata in quattro minuti e 55 secondi, anticipando l’ennesimo confronto diretto tra i due compagni di squadra.
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Il campione in carica Kiriago e Kipngeno, quest'ultimo considerato uno dei migliori scalatori del trailrunning mondiale degli ultimi anni, hanno poi definitivamente selezionato il gruppo di testa. Al passaggio dell’iconico Hotel Weisshorn il loro vantaggio superava già il minuto e mezzo su Richard Omaya Atuya e su Adkin, che iniziava a pagare gli sforzi del suo avvio particolarmente aggressivo.
La corsa si è decisa lungo la discesa verso Zinal. Ancora una volta Kiriago ha dimostrato perché è considerato uno degli atleti più completi del circuito. Complice la sua abilità in discesa e la maggiore freschezza accumulata dopo aver saltato la gara austriaca della settimana precedente (mentre Kipngeno era impegnato nella lotta per la vittoria) Philemon ha operato il cambio di ritmo decisivo nel momento cruciale della competizione. Dopo aver guadagnato un quindicina di secondi sul connazionale nel segmento downhill, Kiriago ha ulteriormente incrementato il vantaggio fino a tagliare il traguardo nel tempo finale di due ore, 26 minuti e 24 secondi.
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Kipngeno ha chiuso in seconda posizione a poco più di mezzo minuto (32 secondi) mentre Michael Saoli si è incaricato di completare la tripletta Run2Gether On Trail, sigillando il podio chiudendo la missione con un ritardo di tre minuti e 12 secondi dal vincitore. A testimonianza dell’altissimo livello della gara, soltanto otto minuti hanno separato i primi tredici classificati all’arrivo.
Dopo aver difeso con successo il titolo, Kiriago ha ribadito il profondo legame che lo unisce a questa corsa, legato anche ai numerosi periodi di allenamento che il suo team trascorre nella regione: "Sono molto felice di vincere ancora una volta la Sierre-Zinal. Questa ormai è la mia seconda casa. Tornerò anche l’anno prossimo".
Il tris in terra elvetica Kiriago ha così rilanciato le sue ambizioni nella corsa alla classifica generale delle Golden Trail World Series. Nonostante il ritiro a Sierre-Zinal, il marocchino Elhousine Elazzaoui conserva la leadership grazie alle vittorie ottenute a Zegama-Aizkorri (Spagna), Ledro Sky Trentino (Italia) e Salomon Pitz Alpine Glacier Trail (Austria). Il portacolotri del team Normal "svetta" con 824 punti, Kiriago è il suo più diretto inseguitore a quota 648 punti.
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FLOREA METTE A FRUTTO LA SUA ESPERIENZA E CONQUISTA SIERRE-ZINAL
Madalina Florea ha confermato tutta l’esperienza maturate in quattro stagioni nelle Golden Trail World Series, interpretando la gara con grande lucidità tattica e un controllo impeccabile. La rumena ha mantenuto sangue freddo in una delle gare più competitive dell’anno, rispondendo con sicurezza ai continui cambi di ritmo e ai ripetuti attacchi delle avversarie.
La severa ascesa tra Sierre e Ponchette, che concentra quasi due terzi del dislivello positivo totale con 1355 metri di salita in appena sette chilometri e trecento metri ha operato la prima vera selezione. A mettersi in evidenza è stata la britannica Morven Goodrum. La campionessa europea in carica di corsa in salita ha conquistato il segmento uphill (un chilometro e duecento metri con pendenza media del 20,9%) in dodici minuti e altrettanti secondi. Insieme a lei si è formato un ristretto gruppo di testa composto dalla connazionale Kirsty Dickson (Carnethy Hill Racing Club), dalla stessa Florea, da Nienke Brinkman (Nike ACG) e da Caroline Kimutai (Salomon).
Dopo Ponchette i tratti veloci in salita e i lunghi falsopiani hanno dato vita a una gara vivace e ricca di colpi di scena, con continui cambi al comando. Goodrum è riuscita più volte a guadagnare un piccolo margine, ma Brinkman e Florea hanno sempre risposto prontamente, riportando la situazione in equilibrio. L’elevatissimo livello del campo femminile è emerso anche nel segmento sprint(un chilometro e settecento metri al -0,7%), dove Ruth Gitonga (Run2Gether On Trail) ha fatto registrare il miglior tempo della giornata con sei minuti e otto secondi, grazie a una spettacolare rimonta dalle posizioni più arretrate.
Fedele al suo stile aggressivo Goodrum ha continuato ad attaccare, transitando al comando presso l’Hotel Weisshorn dopo una serie di accelerazioni. Il suo vantaggio, tuttavia, non ha mai superato i trenta secondi e Florea - forte della propria esperienza e della conoscenza del percorso - è rimasta sempre padrona della situazione, senza però lasciarsi trascinare in una lotta logorante.
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La gara si è decisa nel tratto compreso tra Nava, punto più alto del percorso a 2424 metri di quota, e Barneuza, dove inizia la ripida discesa verso Zinal. È lì che Florea ha lanciato l’attacco decisivo, sfruttando i veloci tratti rocciosi e ondulati per creare un margine che nessuna rivale è più riuscita a colmare. Alle sue spalle, la lotta per le posizioni di vertice è rimasta apertissima fino agli ultimi chilometri, con continui cambiamenti nella top ten.
Florea ha tagliato il traguardo in due ore, 55 minuti e 44 secondi, conquistando la sua terza vittoria stagionale scalando fino alla sua 82esima una classifica assoluta da 1639 finishers, 269 dei quali donne. Alle sue spalle, Kimutai è stata protagonista di una straordinaria rimonta in discesa, facendo segnare il miglior tempo nel segmento downhill (un chilometro e cento metri al -24,2%) in quattro minuti e 33 secondi. La keniana ha recuperato gran parte del distacco accumulato, passando da oltre tre minuti a soli 45 secondi dalla vincitrice e assicurandosi così la seconda posizione.
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Pur pagando nel finale gli sforzi profusi per animare la gara, Goodrum è riuscita comunque a difendere il terzo posto, chiudendo a un minuto e 28 secondi da Florea, conquistando un meritato podio grazie a una prestazione tanto coraggiosa quanto generosa. Come in campo maschile, da sottolineare anche l’altissimo livello della competizione femminile: le prime sei classificate hanno tutte infranto il muro delle tre ore.
Visibilmente emozionata all’arrivo, la campionessa in carica di GTWS 2025 Florea ha dedicato la vittoria alla sua famiglia e al suo team:
"Sono così felice che non riesco nemmeno a descrivere quello che sto provando in questo momento. Ancora non riesco a crederci. Ho bisogno di svegliarmi e capire se tutto questo è reale. Dentro di me ci sono emozioni incredibili e tantissimo lavoro dietro questo risultato".
Grazie al successo nella 53esima Sierre-Zinal, Florea rafforza la propria leadership nella classifica generale con 872 punti. Kimutai è la sua prima inseguitrice a quota i 614 punti.
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Nella classifica a squadre la doppietta ottenuta da Philemon Kiriago e Patrick Kipngeno, unita alle prestazioni di Ruth Gitonga e Miriam Chepkirui, rispettivamente settima e nona nella gara femminile, ha permesso a Run2Gether On Trail di conquistare anche il successo nella prova che si svolge a pochi chilometri dalla base di allenamento del team a Kals am Großglockner, in Austria.
Per quanto riguarda gli italiani in gara in campo maschile e femminile, i migliori sono stati due rappresentanti della corazzata Brooks Trailrunners, curiosamente con l'identico piazzamento nelle rispettive classifiche di genere. Ormai una certezza a livello internazionale, l'altoatesino Daniel Pattis è stato il migliore tra gli uomini, sfiorando la top ten finale (tredicesimo). Ventinovesima casella del ranking per il trentino Alberto Vender, portacolori del Team New Balance. Da segnalare anche la 32esima piazza finale di Francesco Mariani (Atletica Il Colle ASD). Tra le donne la meglio piazzata in classifica è Vivien Bonzi, Brooks Trail Runners come Pattis in campo maschile appunto e come lui tredicesima al traguardo nella classifica di genere. Un piazzamento di grande valore per la sempre più forte atleta bergamasca. Da menzionare anche il 30esimo posto della triestina Caterina Stenta (Joma/Suunto) e la 36esima della intramontabile campionessa Alice Gaggi (Brooks Trail Runners).
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L’ASIA DECIDERÀ I TITOLI DELLE GOLDEN TRAIL WORLD SERIES 2026
Le Golden Trail World Series si preparano a vivere il momento decisivo della stagione con un affascinante trittico asiatico che porterà gli atleti in Giappone, Cina e Corea del Sud. L’ultimo capitolo del 2026 unirà due nuove destinazioni per il circuito - Myoko Trail e Muju Trail - al ritorno in calendario di Jinshanling Great Wall Trail Race.
Il primo appuntamento è fissato per domenica 20 settembre con Myoko Trail (Giappone). Con una carta d'identità tecnica da 23 chilometri e 600 metri per 1935 metri di dislivello positivo, la prova segnerà l’ingresso di una nuova sede nelle Golden Trail World Series. Il Giappone conferma così la propria presenza nel circuito, però con un percorso completamente inedito che si sviluppa intorno al Suginohara Ski Resort, una delle località di montagna più rinomate del Paese.
Una settimana più tardi il circuito farà ritorno in Cina per l’unica gara del calendario disputata lungo una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno. In programma domenica 27 settembre, Jinshanling Great Wall Trail Race si svilupperà su ventidue chilometri e 400 metri per 1653 metri di dislivello positivo, rappresentando l’ultima grande occasione per conquistare punti preziosi prima della resa dei conti finale.
L’epilogo della stagione si sposterà quindi in Corea del Sud, che farà il suo debutto nelle Golden Trail World Series ospitando la Grand Finale 2026. Situata nel cuore della candidatura sudcoreana ai Giochi Olimpici Estivi del 2036, Muju Trail offrirà uno scenario tanto spettacolare quanto impegnativo. Il percorso si snoda tra creste montuose, salite ripide, fitte foreste di conifere e tecnici passaggi rocciosi, attraversando templi buddisti secolari e alcuni dei paesaggi più suggestivi e rappresentativi del Paese. Fiche tecnica da venticinque chilometri e 600 metri per 2294 metri di dislivello positivo, l’evento si svolgerà sabato 24 ottobre per la gara femminile e domenica 25 ottobre per quella maschile. A differenza delle stagioni precedenti, la Grand Finale sarà decisa da un’unica gara nella quale gli atleti potranno conquistare fino a 300 punti: un format che mantiene completamente aperta la corsa ai titoli fino all’ultimo fine settimana della stagione.