Con cinquanta punti tondi tondi di vantaggio su Lewis Hamilton e addirittura cinquantanove su George Russell, la logica assegna ad Andrea Kimi Antonelli il ruolo di candidato principale al titolo di campione del mondo. Stupirsi artificialmente - come avvenuto anche in tempi recentissimi e a favore di telecamere - della giovane età di Kimi lascia ormai il tempo che trova. Il nostro è già un big del Mondiale, grazie anche alle qualità di una Mercedes dalla quale lui ottiene comunque molto di più del suo spesso "impalpabile" compagno di squadra. Dal prossimo Gran Premio d'Olanda, ripartenza del Mondiale dopo il coprifuoco estivo (anzi agostano), AKA fronteggia la sua grande occasione e si prepara a farlo al via di un girone di ritorno da un teatro d'operazioni - quello olandese appunto - che un anno fa aveva lasciato tutti piuttosto interdetti, con lo speronamento alla Ferrari di Leclerc al rientro in pista dopo il pit stop. Della crisi di risultati dell'estate 2026 non c'è quest'anno più traccia e l'attesa per uno show antonelliano nel successivo Gran Premio d'Italia a Monza si fa di giorno in giorno più spasmodica.
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E se il Mondiale ha solo superato la boa di metà stagione, dando per scontato lo stato di grazia di Kimi, non resta che dedicarsi alla ricerca di possibili ostacoli sul suo cammino, che poi significa valutare le possibilità per i suoi diretti avversari di mettergli i bastoni tra le ruote. Diretti avversari che sono poi solo due o forse... due e mezzo. Kimi ha da tempo minato alla base le certezze del suo compagno di squadra, al quale servirebbe una svolta mentale per contrastare efficacemente e con continuità il sempre più ingombrante compagno di squadra. Kimi ha completamente destabilizzato Russell e a breve termine non si vede come George possa ricostruire la sua candidatura.
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Da parte sua, Lewis Hamilton ha decisamente "svoltato" dopo una prima stagione ferrarista decisamente complicata. Il "problema" (di sir Lewis e prima ancora della Ferrari) è che negli ultimi tre GP prima della pausa Charles Leclerc è uscito dalla "pain cave" di fine primavera/inizio estate con un ruolino di marcia che - tra Silverstone, Spa-Francorchamps e l'Hungaroring - lo ha visto aggiungere 59 punti al suo bottino, contro i "soli" 44 (ma guarda un po'...) del suo compagno di squadra, tanto da rilanciare le sue ambizioni iridate, pur con un ritardo di ben 81 punti di Antonelli e proprio nel momento in cui a Maranello serve ragionare sulla necessità di puntare con decisione su un solo candidato nella caccia al leader. Un po' come avviene nella MotoGP (ma a parti invertite) con la necessità forse imminente da parte di Aprilia di puntare su Jorge Martin o Marco Bezzecchi per difendersi dalla minaccia-Marquez. Infine, anche se con la vittoria di fine luglio a Budapest si è portato a dieci soli punti da Leclerc, Lando Norris non può per il momento puntare al bis iridato: il suo ritardo dalla vetta è vicino alla tripla cifra... Molto dipenderà dagli ulteriori margini di crescita della McLaren.
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A nostro modo di vedere (e non solo nostro, possiamo scommetterci) Antonelli ha almeno il 75% di chances di centrare a fine stagione (ad Abu Dhabi? Ad Imola) uno storico titolo iridato e di farlo matematicamente ben prima della tappa finale. Il dubbio nasce proprio qui: la Formula Uno attuale tutta lustrini, sold-out e show ad ogni costo può permettersi una sfida iridata decisa con largo anticipo sulla conclusione naturale della stagione, togliendo interesse alle sue ultime tappe?