
L'Inter è pronta: due aspetti tranquillizzano Chivu. Stones sul pezzo, Diouf avvisa Spence
I nerazzurri contro gli spagnoli hanno messo in mostra una ottima condizione fisica e una grande profondità di rosa

L'Inter è pronta a fare sul serio. A pochi giorni dal via della Serie A, quando i nerazzurri ospiteranno il Monza a San Siro, Cristian Chivu ha tanti e svariati motivi per gioire, ma (ed è un aspetto molto positivo) anche gli occhi aperti su cosa può e deve migliorare la squadra nerazzurra per regalarsi una stagione da protagonista. Il test con il Betis è stato foriero di risposte e di indicazioni utili.
La prestazione generale -
Contro gli spagnoli, una squadra tecnicamente molto valida come da tradizione iberica, l'Inter ha dimostrato di saper essere squadra dai due (e più) volti: clava e fioretto, pressing fisico e gioco manovrato. Nella prima frazione di gioco i nerazzurri hanno dato l'impressione di volersi testare, di voler cercare di prendere le misure a sé stessi per cogliere indicazioni. In assenza di Federico Dimarco, partito dalla panchina, Chivu ha spostato il baricentro tutto sulla destra, tutto dalle parti di Andy Diouf. Il centrocampista, nell'inedito ruolo di quinto che gli sarà cucito addosso quest'anno, ha messo in mostra una forza fisica difficilmente gestibile per gli avversari: ha strappato, tentato la giocata, scambiato con precisione e coperto la propria zona con qualità. Il predominio corporeo ha ricordato quello di Dumfries, con la differenza che Diouf tende meno a lanciarsi negli spazi e più a gestire il pallone. D'altronde, come detto, è a tutti gli effetti un centrocampista. Un chiaro messaggio a Spence che dovrà faticare per prendersi la titolarità.
Le due punte, Esposito e Bonny, si sono mosse bene ma le loro prestazioni sono state molto diverse: il nativo di Castellammare è stato fulcro del gioco, è sceso a centrocampo a fare sponde, innescare i compagni e combattere spalle alla porta. Il francese, invece, è incappato nella classica giornata storta: il suo valore resta indiscusso, ma semplicemente contro il Betis non gli è riuscito niente. Poco male, accade a tutti prima o poi ed è meglio accada in amichevole. Per quanto riguarda il centrocampo Barella, Calhanoglu e Zielinski sono stati molto positivi con il turco che ha anche provato a incastonare una perla delle sue con una conclusione potentissima a scendere. Il centrocampista sardo, invece, si è dedicato per un giorno più alla copertura difensiva che a costruire in zona gol: ha dato una mano al giovane Bovio, titolare ed emozionato, aiutandolo in occasione di una incursione pericolosa del Betis. Leader, come sempre. Zielinski, invece, si è vestito da trequartista cercando di innescare gli avanti. Tutte e tre prestazioni di livello.
La seconda frazione -
Nel secondo tempo Chivu ha messo in campo Dimarco, e l'Inter ha iniziato a girare come una turbina: l'esterno ha come sempre un effetto energizzante sui nerazzurri, ogni pallone che passa dai suoi piedi diventa un pericolo. Ha crossato e calciato senza soluzione di continuità, con la solita gigantesca qualità. Dal suo mancino, ça va sans dire, è sgorgato l'hockey-pass su punizione (o pre-assist) per la testa di Pavard, che ha spondato per il destro al volo di Stones. Gioco, partita, incontro. Se nel primo tempo le occasioni c'erano state, è col secondo con l'artiglieria pesante in campo che si è davvero compreso quale sarà il volto dei nerazzurri. Il Betis, nel secondo tempo, ha creato zero pericoli: la linea difensiva definitiva, quella con Pavard-Stones-Akanji, ha sigillato tutto il sigillabile e in generale l'Inter non ha segnato più di un gol solo per pura sfortuna o imprecisione in finalizzazione. Come detto, per i nerazzurri, è meglio pescare queste serate ora che dopo.
Le indicazioni sulla rosa -
Nelle scorse annate ai nerazzurri si era spesso contestato l'avere si una rosa lunga, ma con un gap di qualità tra titolari e riserve: ecco, in una estate difficile sul mercato, Marotta e Ausilio sembrano essere riusciti a sistemare questo punto importante. Ad oggi, anche con tante assenze, Chivu ha una vasta scelta di uomini da cui attingere, su cui combinare, creare e modellare il gioco. Basti pensare solo al pacchetto centrali: Bisseck, Bastoni, Stones, Akanji, Pavard. Un reparto di profondità sconfinata, al punto che potrebbe anche mettere la pulce all'orecchio del tecnico per sperimentare la difesa a quattro dato l'arrivo di Spence sulla destra. Si tratta solo di una ipotesi, chiaramente, ma rende l'idea. Così come in mezzo Sucic, Barella, Stankovic, Calhanoglu, Zielinski e Mkhitaryan sono combinabili come i volti di un cubo di Rubik. Scelte, possibilità, idee: l'Inter è pronta per la nuova stagione, le avversarie sono avvertite perché i nerazzurri faranno tremendamente sul serio dal primo minuto.