speranze azzurre

Così Lontani, così vicini... Da Croci a Camarda, i nuovi bomber azzurri crescono

Le partite di Coppa Italia sono state una vetrina importante per gli attaccanti di Parma e Fiorentina e il ct Mancini osserva...

di Roberto Ciarapica

Così Lontani, così vicini... E l’Italia spera, in prospettiva, di aver ritrovato i centravanti (la cui endemica assenza, negli ultimi 20 anni, ha tenuto fuori gli azzurri da tre Mondiali di fila).

Con la prima doppietta da professionista, quella di venerdì al Catania, Simone Lontani (18 anni, scuola Milan, con cui ha segnato 10 reti in 21 partite nel Primavera1 nella scorsa stagione) non rappresenta soltanto la più bella storia - finora - della Coppa Italia 2026-2027, ma è anche una speranza per il futuro del calcio italiano. Che al momento ha in Pio Esposito la sua luce più luminosa, ma il nuovo ct, Roberto Mancini, uno che ha fondato tutta la sua carriera sulla ricerca e sulla valorizzazione dei giovani, spera di ripartire (anche) da loro...

Con i suoi 16 anni e 44 giorni, Federico Croci, in campo nel finale di Fiorentina-Benevento, è il più giovane esordiente nella storia viola (il mitico Antognoni ne aveva 18 quando giocò con i grandi per la prima volta...). Croci ha già un contratto fino al 2029, a Firenze si parla di lui da tempo. Per caratteristiche tecniche e caratteriali (tanta classe, poche parole) è stato addirittura paragonato a Roberto Baggio.

Firenze, insomma, sogna. Ed è una specie di culla. Del resto, fu in un Milan-Fiorentina che un altro (presunto) predestinato debuttò tra i professionisti quasi tre anni fa: Francesco Camarda. Che oggi, a soli 18 anni, è rientrato a Milano dopo la parentesi al Lecce, per (provare a) dimostrare, insieme ai colleghi coetanei, che i centravanti italiani stanno tornando, sono sempre più vicini, anche quando... si chiamano Lontani.