Bianchedi: "Pronta alla sfida in Nazionale, obiettivo Mondiali"

"Prontissima: non ci sono sfide facili in partenza, ma non sono spaventata. La affronterò con entusiasmo, ma anche con la giusta attenzione per fare meno errori possibile. Veniamo da un periodo difficile, la responsabilità che sento è tanta. Lavoreremo di squadra così tra quattro anni i ragazzi di oggi potranno vedere l'Italia al Mondiale". Così Diana Bianchedi, ex campionessa olimpica di scherma, parla alla Gazzetta dello Sport del nuovo incarico di capo delegazione della nazionale di calcio su indicazione del neo presidente Figc Giovanni Malagò. "Ero praticamente nella giungla quando ho ricevuto la telefonata di Malagò che mi prospettava questo ruolo e i valori che rappresenta. Ritiene che, un po' per la mia esperienza e credibilità tra gli atleti anche a livello internazionale, un po' per quello che ha rappresentato per me la maglia azzurra, possa essere la persona giusta. Sono stata subito entusiasta - ha dichiarato - ma non siamo entrati nei dettagli tecnici e io, complice un cellulare che prendeva poco e niente, non sono riuscita a gestire al meglio la comunicazione". 

Sui problemi con il Coni che in una nota ha ipotizzato un'incompatibilità dei ruoli. "Avrei voluto parlare con più calma con il presidente Luciano Buonfiglio, cosa che ho fatto appena atterrata. Poco più di un anno fa mi ha scelta come vicepresidente vicaria, mi ha sorpreso e gli sono riconoscente. Esamineremo punto per punto ogni aspetto per capire insieme come procedere e se qualcosa non fosse compatibile con il mio ruolo di vicepresidente vicario apporteremo le opportune modifiche. Siamo assolutamente allineati, vogliamo far sì che la proposta che mi è stata fatta sia un mezzo per unire lo sport, non una strumentalizzazione per dividere", ha aggiunto. "Il mio ruolo istituzionale sarà quello di unire il mondo del Coni e il mondo del calcio, perché la maglia azzurra è azzurra per tutti, è stato il mio sogno da bambina ed è lo stesso dei piccoli calciatori", ha spiegato. Qualcuno ha detto che è stata scelta perché donna. "Un concetto che mi fa accapponare la pelle. Io sono stata atleta e atleta è una parola che non ha genere. Non credo che la motivazione sia questa, penso nasca dal mio rapporto di lavoro con Malagò con cui ho affrontato diverse avventure, dalla sconfitta di Roma 2024 ai Giochi di Milano Cortina. Già che ci siamo, una precisazione: mai stata socia dell'Aniene...", ha chiarito.