
Nuovi nomi, rivoluzioni in panchina: ecco come cambiano le big d'Europa a caccia della Champions
Dai campioni in carica del Psg, ai soliti noti Bayern Monaco, Barcellona, Real e Atletico Madrid, alle big d'Inghilterra

Si riparte da dove si era finito. Il Psg ha alzato la Champions League per la seconda volta di fila e sembra ancora la squadra da battere, almeno se si valuta il potenziale e la prima uscita ufficiale europea nella Supercoppa continentale con l'Aston Villa (meno se ci si basa sulle questioni di casa propria, visto che ha perso con il Lens il primo titolo francese in palio). L'Arsenal è arrivata in finale della Coppa più importante dopo 20 anni, e ha detto addio al sogno a forma di grandi orecchie solo ai calci di rigore. Ma per dimostrare tutta la sua forza, ha dato una bella lezione al City orfano di Guardiola nel netto 3-0 in Community Shield. Sono loro le squadre che, a prima vista, sembrano ancora le più forti del continente.
Resta però da capire quanto il mercato sia riuscito a cambiare e a migliorare altre big comunque di livello, come il Bayern Monaco, il Real, il Barcellona, l'Atletico Madrid, il Manchester City e il Liverpool.
PSG - Collettivo finissimo, con automatismi perfetti e per molti versi unici, la squadra di Luis Enrique sembra una vera e propria corazzata capace di affrontare ogni genere di partita. Non dà punti di riferimento e ha portato a livelli sublimi l'evoluzione massima del calcio totale. A una rosa super competitiva ha inserito un esterno come Akliouche, ala del Monaco, che sa occupare entrambe le corsie esterne. Ha aggiunto al parco degli attaccanti duttili l'eroe dell'ultimo mondiale, Ferran Torres, e un altro laterale d'attacco come Godts, belga dell'Ajax. Come esterno basso si è assicurato Lucas Digne. Aspettando il possibile addio di Barcola, sempre in trattativa con il Liverpool, ha lasciato andare via Gonçalos Ramos, Kang-in Lee e Kolo Muani, che comunque non sarebbero stati titolari. E' ancora la squadra da battere.
ARSENAL - Ha già conquistato il primo trofeo nazionale, che segue un campionato vinto dopo tantissimo tempo. Arteta ha messo in piedi una squadra molto quadrata, razionale, senza troppi strappi spettacolari ma dotata di una rosa che, tra titolari e panchina, è una delle migliori del mondo. Al gruppo campione d'Inghilterra e vice campione d'Europa, ha aggiunto Bruno Guimarães, ex Newcastle e titolare del centrocampo del Brasile, e Tzolis, esterno alto greco proveniente dal Bruges. Ha lasciato andare Trossard e, molto probabilmente, perderà Gabriel Jesus, ma il livello resta altissimo.
BAYERN MONACO - Al di là dei problemi neurologici che stanno tormentando Musiala, i campioni di Germania restano sempre una delle grandi dell'Europa attuale. Calcio offensivo, con dei limiti evidenti a palla persa per l'abitudine nel ricercare costantemente il duello individuale, i bavaresi possono puntare al bersaglio grosso anche nella Coppa più importante, soprattutto se Kompany vorrà ritoccare certe idee in fase di non possesso e in transizione. Ha mantenuto l'ossatura della scorsa stagione, perdendo lo svincolato Goretzka, ma ha aggiunto due elementi importantissimi: il marocchino Saibari, un falso nove perfetto nell'interpretazione al Mondiale, e il terzino sinistro titolare della Nazionale tedesca Nathaniel Brown, proveniente dall'Eintracht Francoforte.
BARCELLONA - Conosciamo tutti la qualità offensiva, sia collettiva che individuale, della squadra di Flick e il suo calcio basato su una difesa altissima, fuorigioco più adatto ad altri periodi storici, e ricerca di scambi brevi per poi aprire il campo per gli uno contro uno di esterni capaci di creare superiorità numerica, Lamine Yamal su tutti. Davanti ha perso Ferran Torres, Rashford e Lewandowski, che ha scelto di finire la carriera a Chicago. Sono arrivati Adeyemi, ex Borussia Dortmund, e Gordon, esterno titolare della Nazionale inglese, dal Newcastle. Ma soprattutto è arrivato Rodri, il perno della Spagna campione del mondo. Giocatore fondamentale nel far progredire la manovra, dare ordine, e fare da filtro in transizione negativa.
REAL MADRID - Florentino ha scelto di tornare su Mourinho e di dotare la squadra di elementi capaci, con le loro individualità, di dare un senso offensivo a una squadra che farà della forza difensiva la sua arma migliore. Sono arrivati esterni bassi come Dumfries e Cucurella, centrali come Konaté, un laterale offensivo come Diomande, un tuttofare come Bernardo Silva, e sono rimasti big come Valverde, Vinicius, Rodrygo e Mbappé. Lo Special One ha una corazzata, sarà l'occasione per capire se ha ancora la mano per trasformarla in oro.
MANCHESTER CITY - La perdita peggiore è quella di Guardiola, sostituito comunque da un ottimo tecnico come Maresca. Non sarà però nemmeno facile sostituire Rodri e Bernardo Silva, oltre a Stones in difesa. Tutti elementi chiave del periodo d'oro guardioliano. E' arrivato, per una cifra folle, Elliot Anderson, dal Nottingham Forest, un ottimo elemento nella gestione del centrocampo. Basterà, insieme ai big rimasti, da Haaland a Foden, Doku, Semenyo e Chercki, a far restare il City ai livelli dell'ultimo decennio?
ATLETICO MADRID - Quella del Cholo è sempre una squadra da non sottovalutare per mille ragioni. Non solo per la concretezza insita nel suo stemma e nella sua essenza, oltre che in quella del suo allenatore. Anche per la qualità di una rosa che può puntare in alto. E' vero che ha lasciato andare Ruggeri e Molina, due elementi importanti sulle fasce, un centrale come Lenglet, esterni come Nico Gonzalez e Almada, e un vero e proprio mago della zona dalla trequarti in su come Griezmann. E' però anche vero che la squadra dovesse essere svecchiata e che gli arrivi siano comunque importanti. Romero, cercato da mezza Europa, è approdato alla corte del Cholo che si trova così un centrale di difesa con i fiocchi. Hjulmand, arrivato dallo Sporting Lisbona, è un elemento importantissimo per il reparto centrale, così come sarà utile il coreano, ex Psg, Kang-in Lee. Per la fascia sinistra, poi, c'è tutta l'esperienza di Grimaldo, preso dal Bayer Leverkusen.
LIVERPOOL - Traghettati da Slot a Iraola, i Reds hanno lasciato andare giocatori che hanno fatto la storia recente del club. Salah su tutti ma anche Konaté e l'esterno sinistro Robertson. Sono arrivati due centrali di difesa come Jacquet, rivelazione dalla scorsa Ligue 1 a Rennes, e Araujo, dal Barça. Poi si è puntato su una scommessa dalla Liga, Víctor Muñoz dell'Osasuna, nella rosa della Spagna fresca campione del mondo. La forza del nuovo Liverpool sarà il collettivo plasmato da Iraola, uno degli allenatori più cercati nel mercato 2026.