
Conference, allerta massima a Bergamo: vietate le bandiere della Palestina

A Bergamo i fari sono puntati anche sulla sicurezza in vista della partita di playoff di Conference League tra l'Atalanta e l'Hapoel Tel Aviv in programma giovedì alle 20.30. In città sono attesi circa mille tifosi israeliani e per fare il punto sulla situazione della sicurezza si sono svolte nelle ultime ore due riunioni operative, una in Questura e l'altra in Prefettura. La macchina della sicurezza sarà la stessa dei big match europei che Bergamo ha già ospitato negli ultimi anni, con personale delle forze dell'ordine di supporto anche da fuori città.
In più domani sera alla New Balance Arena sarà vietato introdurre bandiere palestinesi e, per questo motivo, ci sarà un filtraggio agli ingressi dello stadio. Nel frattempo oggi sulle pareti esterni della New Balance Arena è stata proiettata la scritta luminosa 'Boycott Israel': a rivendicare l'iniziativa di protesta è stato l'Equipaggio di Terra di Bergamo della Global Sumud Flotilla: "Si può assistere a una partita di calcio, non a un genocidio - hanno spiegato -. Il boicottaggio di Israele non è più un'opzione politica tra le altre: è una necessità umanitaria, un dovere morale verso il popolo palestinese, che sta pagando con la vita il silenzio e la complicità internazionale".
A livello organizzativo, i tifosi ospiti prima di essere accompagnati alla New Balance Arena saranno radunati al Campo Utili, un'area più vicina allo stadio rispetto a piazzale degli Alpini, che si trova invece in zona stazione ferroviaria. La "Rete Bergamo per la Palestina" ha organizzato per le 18 di domani un presidio in via Pitentino. "Di fronte al genocidio in atto in Palestina, non c'è spazio per la neutralità - scrivono gli organizzatori -: lo sport non può essere la copertura per i crimini di un regime genocida".
In realtà il club israeliano dell'Hapoel è legato alla frangia antinazionalista di Israele, tuttavia non sono mancate proteste, a livello internazionale, per la partecipazione di società di calcio israeliane alle competizioni sportive, con richieste alla Uefa di estromissione.