La spedizione dei mille sulle montagne della Val Masino. Sono William Boffelli e Hillary Gerardi i trionfatori del Trofeo Kima 2026. Mai vista così tanta partecipazione per l'evento che ha scritto la storia dello skyrunning: 936 partecipanti totali provenienti da quaranta nazioni nelle quattro gare in programma. Non solo Trofeo insomma ma un "sistema Kima" che continua a piacere e ad attirare all'ombra di Pizzo Badile e Monte Disgrazia skyrunners professionisti e amatori di alte ambizioni da ogni angolo del pianeta Un successo oltre ogni aspettativa che consacra ulteriormente la manifestazione voluta e ideata da Ilde Marchetti in ricordo del fratello Pierangelo, scomparso durante un'operazione di soccorso sulle montagne della Val Masino.
© Maurizio Torri
UNA PRIMA VOLTA DA URLO PER BOFFELLI
Nella prova clou, inserita nel circuito Merrell Skyrunner World Series, si sono sfidati ben 458 concorrenti. Lo start alle 07.30 di mattina da Filorera, missione del giorno i 52 chilometri di sviluppo lineare e i 8400 metri di dislivello positivo/negativo che ripercorrono la parte centrale parte del celebre Sentiero Roma sotto la testata di granito della Val Masino: un anello ad alto tasso tecnico fatto di creste aeree e lunghi tratti alpinistici, disegnato tra le vette della “Yosemite europea”. Sette passi alpini da salire e ridiscendere (tutti sopra i 2500 metri di quota), con GPM gara ai 2950 metri del Passo Cameraccio, ancora nella prima parte della traccia di gara. Ai nastri di partenza il gotha della specialità, ad iniziare dal bergamasco (ormai valdostano d'adozione) William Boffelli, alla sua prima esperienza su questo tracciato ma già alla vigilia indiziato come uno dei principali candidati alla vittoria. Arrivato in Val Masino in eccellente condizione, l'atleta del team Kailas Fuga/Run Fast si è messo in evidenza sin dalle prime battute, transitando alla Bocchetta Roma (dove il Kima cambia marcia) appaiato al duo formato dal francese Felix Guglielmo e dall'altro italiano Federico "Kikko" Nicolini. Dal Rifugio Allievi in avanti Boffelli ha messo la freccia. Le posizioni di testa non sono più cambiate, con il vincitore capace di incrementare poco a poco il suo vantaggio e tagliare il traguardo nel tempo di sei ore, sette minuti e 43 secondi, a meno di due minuti (uno e 46 secondi) dal record fissato nell'ultima edizione due anni fa dallo scozzese Finlay Wild in sei ore, cinque minuti e 57 secondi. Secondo gradino del podio per Mattia Bertoncini (Gruppo Sportivo Alpini GSA Valsesia/Team New Balance) piombato sulla linea d'arrivo poco meno di cinque minuti (quattro e 55 secondi) dopo il vincitore, mentre Federico Nicolini ha sigillato il podio tornando sul red carpet del pratone di Filorera sei ore, 17 minuti e quattro secondi dopo il segnale di partenza.
© Maurizio Torri
LA QUARTA VOLTA CONSECUTIVA DI GHERARDI CON IL NUOVO RECORD
In gara donne lo scettro rimane saldamente in mano alla regina Hillary Gerardi. La ricercatrice americana da anni residente in Francia centra la sua quarta vittoria consecutiva (dopo quelle del 2018, 2022 e 2024) e polverizza il suo stesso record da sette ore, 30 minuti e 38 secondi, abbassandolo di quasi cinque minuti e portandolo a sette ore, 25 minuti e 54 secondi. La portacolori del Team SCARPA/Black Diamond entra di diritto nella storia della manifestazione biennale, capace in otto anni di calare un poker consecutivo (e senza la cancellazione Covid del 2020 sarebbe probabilmente stata cinquina) riuscito in precedenza solo a Morena Paieri: quattro successi di fila dal 1996 al 1999, quando il Kima si correva ogni anno e non con cadenza biennale come accade ormai dal 2010. Senza dimenticare la quattro affermazioni di Corinne Favre nell'arco di sei edizioni (2002-2007). Sul podio del Kima Gerardi (36esima di una classifica assoluta da 321 finishers, 53 dei quali donne) è stata raggiunta dall'esordiente francese Lucille Germain (Team NNormal), brava a rimontare dalla settima alla seconda posizione per tagliare il traguardo con un ritardo di sei minuti e 10 secondi. Gradino finale del podio per la valdostana Roberta Jacquin (ASD Pegarun Pegacross), migliore italiana al traguardo in sette ore, 54 minuti e 42 secondi.
© Trofeo Kima Press Office
Tra le protagoniste più attese manca all'appello solo Emelie Forsberg. Due volte seconda prima di vincere il Kima nel 2016 (ultima edizione prima della serie vincente di Gerardi), la compagna svedese di Kilian Jornet si era preparata all'appuntamento correndo a metà luglio il Monte Rosa Walserwaeg by UTMB ma ha dovuto alzare bandiera bianca in gara a causa di una distorsione ad una caviglia.
© Francesco Bergamaschi
UNA SKYRACE EXTREME DI NOME E DI FATTO
Un'ora dopo il Trofeo (alle ore 08.30) sono scattati dai... blocchi di partenza i 222 concorrenti di Kima Extreme Skyrace, la “sorella minore” della celebre manifestazione che ha reso famosa la Val Masino agli amanti delle corse a fil di cielo, della quale ricalca il tratto dal Rifugio Gianetti al traguardo. In questo caso i chilometri da percorrere erano 27 e mezzo, per un dislivello positivo di 1890 metri, con GPM gara ai 2570 metri del Passo del Barbacan. A firmare l'albo d'oro sono stati il trentino Alex Rigo e la veneta Martina De Silvestro. Per l'atleta del team Karpos finish time di giustezza dalla parte giusta del muro delle tre ore di gara: due, 59 minuti e 39 secondi. Gradino centrale del podio per il tedesco Julius Ott (HPC TRimaster/Craft, transitato per primo al Rifugio Gianetti), mentre a chiudere i giochi del podio è stato il britannico Charlie Allmond in tre ore, tre minuti e 44 secondi). In gara donne vittoria mai in discussione per la veneta del team VJ/Nortec, che ha chiuso in tre ore, 32 minuti e 19 secondi la missione-vittoria (dodicesima di 181 nella classifica generale, 34 le donne), seguita da due atlete inglesi: la indipendente Carys Mai Hughes (tre ore, 38 minuti e 19 secondi) e Alexandra Withaker del Team SCARPA/Lurbel in tre ore, 44 minuti e 33 secondi.
© Francesco Bergamaschi
SUCCESSO DI PARTECIPAZIONE PER KIMA TRAIL RUNNING E MINI KIMA
A fare da cornice al main event e al suo sottoclou sono stati Kima Trail Running e Mini Kima, due prove nelle quali a sventolare a larga maggioranza sul podio è stata la bandiera del Messico. Menu da quindici chilometri e 600 metri di dislivello positivo per il primo, riservato ai runners più allenati attraverso sentieri e mulattiere della Val di Mello, che ha subito alcune modifiche a causa del maltempo dei giorni scorsi: il fiume in località Rasica è esondato a causa delle abbondanti precipitazioni dei due giorni precedenti, costringendo il comitato organizzatore a ridisegnare il percorso originario. Sei chilometri pensati per giovani runners, famiglie e bambini con dislivello limitato invece nel Mini Kima ad alto tasso di inclusione.
© Francesco Bergamaschi
A tagliare per primo il traguardo del Kima Trail Running è stato il messicano Axel Francisco Corona Carretero (Salomon/AMD Pro Team) che ha completato la missione in 59 minuti e sette secondi. Seconda piazza per Matteo Mantua (CTL 3 Atletica) a cinquanta secondi dal vincitore e quindi a tre soli secondi dalla scadenza dell'ora di gara. Gradino finale del podio per Giovanni Doni di US San Maurizio Erba in un'ora, sei minuti e 51 secondi.
© Francesco Bergamaschi
A completare la doppietta Messico è stata tra le donne Josefina Perez Licona (AquileSMD/Team Salomon) in un'ora, otto minuti e 30 secondi, precedendo di 18 secondi la beniamina local Elisa Sortini di Atletica Alta Valtellina e tricolore messicano di nuovo a segno con il terzo posti di Maria Del Rocio Flores Cárdenas (Merrell Mexico) in un'ora, 12 minuti e 25 secondi.
© Francesco Bergamaschi
Nel Mini Kima infine successo per il messicano Angel Francisco Corona Carretero di AquileSMD/Team Salomon (18 minuti e 41 secondi il suo tempo finale) che ha scalato fino alla top ten (ottava) la classifica assoluta. Argento e bronzo rispettivamente per Giuseppe Tirinzoni (18 minuti e 52 secondi) e per Nicola Libera (20 minuti e 44 secondi), entrambi in forza al Gruppo Podistico Talamona. In campo femminile Anna Rigonelli (23 minuti e 27 secondi) ha avuto la meglio sulla elvetica Roy Bella Romanini (23 minuti e 52 secondi) e su Arianna Adragna (25 minuti e 10 secondi). Per la vincitrice anche la soddisfazione di entrare (settima) nella top ten della classifica assoluta.