LE PAGELLE DI ZANDVOORT

Norris agita i sonni di Antonelli. Ferrari, occasione sprecata. Alonso, il ritorno di Highlander

Bocciatura senza appello per il "faraone" Verstappen, Piastri prossimo all'anonimato

di Stefano Gatti
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LANDO NORRIS: VOTO 8,5

Il campione del modo in carica riprende da dove aveva lasciato prima della pausa estiva in Ungheria: vale a dire guardando tutti dall'alto in basso sul gradino centrale del podio. E se nella Sprint del sabato lo smalto si era un po' perso con il passare dei giri, nel GP Lando ha fatto faville quando toccava scoprire le carte in tavola e tenere la barra dritta. Una seconda parte di gara irresistibile, quella di Norris che ha preso per mano la McLaren stante il perdurare dello stato confusionale del suo compagno di squadra OSCAR PIASTRI (VOTO 4), solo sesto al capolinea di una gara scivolata con il passare dei giri nell'anonimato.

ANDREA KIMI ANTONELLI: VOTO 6,5

Le ferie non hanno fatto bene fino in fondo al leader del Mondiale o forse alla sua Mercedes. Un errore nella qualifica-Sprint e un altro nella gara breve non gli impediscono però di salire sul podio alla vigilia e il secondo posto domenicale gli permette di allungare ancora in vetta alla classifica generale. Serve però alzare ulteriormente il livello del gioco perché il girone di ritorno del Mondiale è ricco di insidie.

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LEWIS HAMILTON: VOTO 7

Il sette volte iridato "accusa" i suoi di considerarlo una sorta di "guinea pig" (cavia) nel passaggio-chiave del GP, quello che lo vede bloccato dietro al compagno di squadra perdendo secondi preziosi e verosimilmente il terzo gradino del podio. Peccato perché sir Lewis era in modalità "hammertime". Bene fa lui a farsi sentire: ha la facoltà per farlo e anche la responsabilità di farlo

CHARLES LECLERC: VOTO 7

Da manuale lo scatto al primo via, molto meno quello al secondo semaforo. Ad alzare il voto (pareggiando quello del suo compagno di squadra) è la ben più brillante performance nella gara Sprint, con un sorpasso tutto convinzione ai danni di Norris e il secondo posto finale che aveva ingolosito lui e la Rossa. VOTO 5 alla FERRARI per la cattiva esecuzione di un piano che avrebbe meritato un po' più di successo.

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GEORGE RUSSELL: VOTO 6

Uomo-squadra sì va bene ma il pilota inglese lascia ancora una volta le cose a metà: fa tutto come si deve al sabato salendo sul podio alto della gara Sprint ma poi di domenica e nel complesso non riesce ad essere all'altezza del compagno di squadra italiano anche in un weekend imperfetto da parte di quest'ultimo. George aggancia Hamilton al secondo posto della classifica generale ma lascia l'Olanda con lo stesso ritardo da Kimi che aveva atterrando ad inizio weekend ad Amsterdam.

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FERNANDO ALONSO: VOTO 8

Dopo il punto di Montecarlo ecco i due messi in saccoccia di Zandvoort. Aston Martin porta in Olanda la versione b della verdona e lo spagnolo non ci pensa due volte a segnalare la sua imperitura voglia di dare del filo da torcere ai suoi ma anche a colleghi che in larga maggioranza potrebbero ormai essere suoi figli.

YUKI TSUNODA: VOTO 7

Richiamato da RB per guidare la Racing Bulls lasciata temporaneamente libera da Lawson, il giapponese con la valigia già pronta per gli USA e l'esilio Indycar ha cambiato in fretta e furia biglietto e destinazione, facendo una discreta figura lungo l'arco di tutto il weekend e sfiorando la zona punti con l'undicesimo posto finale. E chissà che da cosa nasca cosa... 

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 MAX VERSTAPPEN: 4

Al netto dello scampato pericolo al termine della carambola del primo giro, l'incidente che ha messo subito fuori dai giochi l'idolo di casa è stato la "degna" conclusione di un fine settimana nettamente al di sotto delle attese - sue e delle sterminate falangi orange del suo tifo - iniziato (oltre che con il faraonico rinnovo di contratto) con una qualifica GP di un solo decimo migliore di quella del suo nuovo-vecchio compagno di squadra LIAM LAWSON che lo ha pure "ingaggiato" nelle prime curve e che si merita la piena sufficienza (VOTO 6) per aver chiuso il GP in una rispettabilissima settima posizione. Davanti a lui "solo" le tre Mercedes, le tre McLaren e le tre Ferrari. Certo, a ben vedere è poco più che togliersi un sassolino dalla scarpa in prossimità dei titoli di coda della sua avventura sul pianeta Red Bull.