Di solito il primo giorno di scuola non ci sono interrogazioni nè compiti in classe. Il calcio però è materia anomala, gli esami non finiscono mai e vanno valutati anche i compiti delle vacanze svolti dagli allenatori, per capire che tipo di anno scolastico ci si trova davanti. In attesa della Roma che deve ancora debuttare contro la Fiorentina, vediamo a che punto sono le altre big del nostro campionato per quello che si è visto nella prima uscita stagionale.
INTER 7,5
Chivu ha scelto la traccia più facile, mettendo in campo praticamente la stessa squadra che ha vinto lo scudetto nella passata stagione, lasciando qualche novità per il finale di partita. Tutto è filato via liscio, con un solo momento di sofferenza, durato una ventina di minuti nel primo tempo, quando è arrivato il gol di Varela. Il prossimo compito dell'allenatore interista potrebbe essere quello più complicato, ovvero l'inserimento dei tre inglesi. Per ora sono stati dati dei minuti a Stones, poi toccherà a Spence e Jones. Ma intanto c'è un Pio Esposito straordinario, pronto a prendersi tutto lo spazio possibile, alla faccia della carta d'identità di tutte le precedenti gerarchie.
MILAN 7
Una squadra completamente diversa rispetto alla passata stagione, con un allenatore nuovo, un sistema nuovo, alcuni giocatori arrivati da poco e altri reinventati in posizioni diverse, tipo Chukwueze. Amorim ha sempre dimostrato di essere un allenatore coraggioso, anche a costo di mettere a rischio il proprio posto di lavoro. Ha preso delle decisioni drastiche ma per il momento i fatti gli stanno dando ragione, il suo pupillo Cisse ha già segnato un gol importante, il centravanti scelto da lui (Gonçalo Ramos) si muove bene ma è stato poco servito, la squadra a Torino per un'ora ha dato sensazioni molto positive.
JUVENTUS 6,5
Il lavoro di Spalletti è apparso positivo già nel precampionato, quando mancavano moltissimi giocatori. Ora solo il mercato potrà aggiungere qualcosa a livello qualitativo a una squadra che ha l'idea giusta di gioco, che a centrocampo forse non ha un alternatore alla Calhanoglu ma si difende bene con Locatelli e con il ritrovato Douglas Luiz. Il limite della squadra bianconera per ora è la scarsa precisione nelle conclusioni, un difetto che si porta dietro dal finale della scorsa stagione è la scarsa attitudine a gestire gli ultimi venti minuti di partita: a Frosinone ha corso diversi pericoli.
NAPOLI 6,5
Caso diverso rispetto a quello del Milan: allenatore nuovo ma squadra quasi identica alla passata stagione. Allegri ha cambiato la disposizione in campo puntando sulla difesa a quattro, ma ha solo leggermente cambiato qualche ruolo, senza arrivare alle scelte radicali di Amorim. C'è da sistemare qualcosa nella fase offensiva, per supportare un po' di più Hojlund, sempre impegnato in una lotta uno contro tanti. E forse va aggiustato anche l'approccio alla gara, visto che sul campo del Genoa, la squadra azzurra ha faticato e ha lasciato l'iniziativa ai rossoblù di De Rossi.
ATALANTA 6,5
C'era qualche dubbio dopo lo 0-0 nei playoff di Conference League, si temeva una certa stanchezza da parte dei bergamaschi. Invece contro il Sassuolo la squadra di Maurizio Sarri ha tirato fuori una prestazione brillante, ha cercato di vincere la partita attraverso il gioco offensivo e non attraverso la speculazione. Si comincia a vedere qualche traccia di sarrismo, qualche trama di gioco elaborata per arrivare a segnare più gol degli altri. C'è ancora qualcosa da sistemare sul piano difensivo (tipo la distrazione sul gol di Odenthal) ma ci sono anche altri punti a favore.
COMO 6
Come attenuante per l'esordio non straordinario bisogna ricordare che nelle ultime due stagioni l'Udinese si è guadagnata l'etichetta di "ammazzagrandi", forte con le squadre forti e meno efficace con le deboli o presunte tali. E il Como da un po' di tempo può a pieno titolo fregiarsi della definizione di "grande squadra". Fabregas ha un notevole lavoro da fare, perché sono diversi i giocatori nuovi da inserire in un sistema che nella passata stagione era arrivato varie volte vicino alla perfezione. La faticosa prova di Udine non deve essere un campanello d'allarme, semplicemente una base da cui ripartire.