
Pochi ma buoni (e giovani): in Serie A solo il 30% di italiani, ma Mancini può sorridere
Pochi azzurri impiegati nella prima giornata del massimo campionato ma il talento non manca

Una ripartenza che dà segnali di speranza. La Serie A torna dopo quasi tre mesi e, almeno dal punto di vista degli italiani in campo, poco o nulla è cambiato. Aspettando Bologna-Lazio e Roma-Fiorentina, nella prima giornata di campionato solo il 30% dei giocatori impiegati è italiano. Un dato che va in continuità con quello che abbiamo visto negli ultimi anni ma che, questa volta, potrebbe nascondere qualche motivo per sorridere. I pochi italiani scesi in campo infatti sono giovani, di talento e spesso già decisivi.
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Pio e Alpha guidano -
Ormai Pio Esposito non è più una sorpresa. Il 21enne di Castellammare di Stabia dopo un anno di maturazione tra i grandi è pronto a prendersi definitivamente Inter e Nazionale. La prova contro il Monza ne è stata la dimostrazione: protezione palle, sponde, dialogo con i compagni e, soprattutto, gol da cineteca. A Milano però Pio non è l'unico "wonderkid" che sta facendo sognare i tifosi: sull'altra sponda del Naviglio, Alphadjo Cissè ha risposto subito presente. Il classe 2006 ha risolto la partita contro il Torino con un gol che ha messo in mostra tutto il suo talento. Amorim ha sempre detto di puntarci: Alpha l'ha ripagato alla prima occasione. Chissà che la sua giocata non possa aver cambiato anche le strategie sule mercato dei rossoneri.
Liberali, Lontani, Palma, Romano... -
I talenti italiani però non risiedono solo a Milano. Questi primi scampoli di stagione hanno dato la possibilità anche ad altri ragazzi di mettersi in mostra. Per esempio Mattia Liberali (2007), ex compagno di Cissè a Catanzaro, che ha già conquistato Fabregas e a Como può trovare l'ambiente giusto per sbocciare definitivamente. Stesso discorso vale per Simone Lontani, attaccante classe 2008 che il Parma ha strappato al Milan e che si è già messo in mostra con una doppietta in Coppa Italia. O Alessandro Romano (2008) protagonista all'esordio in A con un super gol che ha regalato al Cagliari la vittoria all'esordio. Da seguire anche Matteo Palma, centrale dell'Udinese classe 2008 che piace moltissimo a Runjaic, tanto che già l'anno scorso aveva trovato qualche presenza in prima squadra: con la partenza di Kristensen quest'anno può trovare molti minuti. Senza dimenticare il trio del Toro: Alessio Cacciamani (2007), Nicolò Fortini (2006) e Diego Mascardi (2006). Mancini, da sempre attento ai giovani talenti (celebre il caso Pafundi e la convocazione di Zaniolo prima dell'esordio in A), può sorridere: il futuro dell'Italia è azzurro.