La scena è così famosa che la si può rivivere semplicemente chiudendo gli occhi. Il 21 novembre 2019 a Los Angeles Tesla presenta in pompa magna il nuovo Cybertruck: un pick-up elettrico di nuova generazione invulnerabile. Nelle promesse, la carrozzeria avrebbe dovuto resistere ai proiettili con i finestrini laterali infrangibili. Eppure bastò una semplice sfera in alluminio, lanciata senza troppa convinzione, per frantumarlo. A rompersi fu anche la credibilità del progetto, oggi irrimediabilmente compromesso.
Nato male
Enorme e squadrato, irregolare e spigoloso: sembra l'auto del cattivo dei fumetti o del protagonista di un videogioco di fantascienza. D'altronde è uscito dalla mente di Elon Musk uno che ha nella mente progetti fantastici, fantasiosi, fanatici e - quando può - fa di tutto per realizzarli. Certo, con i tempi e a modo suo: i rinvii di Tesla sono ormai entrati nel linguaggio comune a indicare il continuo procrastinare. Il Cybertruck è la sintesi del suo ideatore: smisurato e dalle promesse mancate.
Sempre meno
Che poi per il suo stile così unico, irripetibile non è riuscito a uscire dagli Stati Uniti d'America. Lì dove avrebbe dovuto scardinare le certezze di un mercato fortemente ancora ai motori termici - meglio se V8 - proponendo l'innovativa propulsione elettrica extra-potente. Sin da subito, invece, emersero i limiti dell'autonomia e una capacità in fuoristrada non all'altezza. Tesla si aspettava di venderne 250 mila l'anno: dal suo debutto nel 2023 ne sono stati consegnati 66.500. Un fallimento totale.
Curiosità
Il Cybertruck è il peggior disastro di Tesla
I numerosi problemi, le mancate promesse e vendite nettamente al di sotto delle aspettative. Difficile fare peggio di così
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