Scenari

La Cina vuole costruire 1,5 milioni di auto in Europa

L'obiettivo dovrebbe essere raggiunto entro il 2035

di Redazione Drive Up
© Getty Images

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L'Europa vive con la consapevolezza che l'espansione cinese nel continente è soltanto all'inizio. Una prospettiva nient'affatto rassicurante soprattutto per la velocità con cui il fenomeno va manifestandosi: solo nel 2026 marchi come BYD e Leapmotor produrranno 90 mila automobili nel nostro continente. Utilizzando fabbriche già esistenti e riconvertite oppure nuove di zecca.
Non si fermano
Il risultato è di per sé piuttosto sorprendente considerando che i marchi cinesi sono una presenza consolidata in Europa solo dal 2022. In meno di quattro anni sono riusciti a guadagnare una quota di mercato del 7% circa e ad assicurarsi un ecosistema produttivo destinato a crescere nei prossimi anni. Fino a che punto, lo dicono loro stessi: l'obiettivo è di raggiungere le 1,5 milioni di autovetture prodotte in UE entro il 2035. Poco più di un decennio per pareggiare la capacità produttiva europea di Stellantis.
Non solo cattive notizie
L'Europa dell'automobile dovrebbe tenere occhi e orecchie ben aperte, dunque, e non considerare l'incontrastabile forza cinese soltanto come una minaccia. Se davvero essi continueranno a espandersi, tanto vale approfittarne garantendo che le automobili cinesi Made in Europe abbiano una quota di componentistica locale. Altrimenti, il rischio è quello che le fabbriche diventino solo dei luoghi di assemblaggio, con conseguenze disastrose per l'indotto. Non solo brutte notizie, ma bisogna muoversi in fretta.

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