Il Monza passa al Grande Torino e si guadagna il Milan a San Siro. Juric si vendica del suo vecchio Toro, Abate inanella il terzo ko consecutivo e i tifosi continuano la feroce contestazione al presidente Cairo. Giallo finale: non punito un braccio largo di Lucchesi, esattamente come nella prima giornata non era stato assegnato al Milan un calcio di rigore per mani di Vlasic. La linea è la stessa, la logica avrebbe voluto che fossero stati puniti entrambi.
BUONI
DANY MOTA - Una traversa e un gol, basta e avanza per un attaccante. E anche una bella scorpacciata di lavoro "sporco" come piace agli allenatori.
MANGAS - Il laterale portoghese ha un look da cantante hippy anni Settanta. Però ha buon piede, corsa fluida ed esperienza da vendere (avendo giocato, tra le altre, in Benfica, Porto e Sporting Lisbona).
ROBINSON - Inglesino dal talento debordante: mette in continua difficoltà la difesa del Toro e prende un palo interno dopo uno splendido tiro "alla Del Piero" che meritava più fortuna.
LUCCHESI - Il difensore di scuola Fiorentina non sbaglia un intervento: tempismo, pulizia e precise uscite. Quel braccio largo nel finale, però, poteva costare caro.
CATTIVI
ISMAJLI - Una iattura: si fa saltare da Dany Mota (più piccolo di lui) in occasione del colpo di testa finito sulla traversa e si fa anticipare sempre dal portoghese per il gol che decide la partita.
MAGLIA TORO - Il Monza scende in campo con la seconda divisa, tutta bianca con inserti rossi. Il Torino ricorre all'orribile blu notte della terza divisa: inguardabile, come la squadra. Giocare in granata, no?
BIRINDELLI - L'unica nota stonata del Monza di Juric: si mangia un gol dopo un bell'assist di Cutrone e perde altri palloni velenosi.