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Inter, Handanovic: "Con Conte va bene un paio d'anni poi il rischio è che salti tutto"

L'ex capitano e allenatore nerazzurro: "L'Inter di Spalletti ha costruito, quelle successive hanno raccolto. Potevo restare ma c'era un problema"

Non solo Piero Ausilio, questa estate l'Inter ha salutato un altro pilastro della recente era nerazzurra: Samir Handanovic. Dopo il ritiro nel 2023, era entrato negli osservatori del club prima di allenare per due stagioni l'Under17 interista. Poi, lo scorso giugno, il divorzio: perché? "Mi avevano offerto di allenare la Primavera ma solo a certe condizioni, giocare sempre col mio gruppo. E invece avrei allenato certi giocatori in settimana e poi in partita avrei dovuto far giocare chi non l'aveva fatto nell'Under23: che senso ha? Questa è un'abitudine sbagliata dei settori giovanili italiani. Peccato averlo saputo solo a giugno, così non ho trovato altri posti in cui andare. Pazienza, l'occasione arriverà" racconta lo sloveno a Il Giornale.

Che poi ripercorre le 11 stagioni all'Inter, con un solo scudetto vinto: "Il mio gruppo ha costruito, quello venuto dopo ha raccolto. Il club e la squadra, parlo di dirigenti e calciatori, sono cresciuti nel tempo. L'altro giorno ho visto una foto del Milan che ha vinto lo scudetto 2022: oggi sono rimasti solo Maignan e Saelemaekers, così come si fa a costruire qualcosa?".

Handanovic poi ricorda Luciano Spalletti, che l'aveva promosso capitano dopo Icardi, e Antonio Conte: "Con Spalletti si sono create le fondamenta, siamo arrivati due volte quarti all'ultima giornata ma non era una squadra fortissima, era il nostro valore. Poi con Conte sono arrivati la sua mentalità, la sua tattica e acquisti importanti facendo nascere lo zoccolo duro dell'Inter vincente degli anni successivi".

Il 42enne, stuzzicato, approfondisce il discorso su Conte: "Per lui c'è solo il calcio e chiede tanto, anche a se stesso. Il primo anno era difficile anche solo prenotare una visita dal dentista perché solo la sera prima sapevi quando ti saresti allenato solo il giorno dopo. I giocatori davvero giocano per lui però va bene un anno o due poi il rischio è che tutto salti e lui se ne vada. Inzaghi ha liberato la fantasia dei più forti e per questo la sua Inter era più bella da vedere".

Come andrà quest'anno la Serie A? "Mi pare difficile che l'Inter possa perdere lo scudetto, Chivu non mi ha stupito e può ripetersi". Infine un retroscena relativo al 2023, dopo l'addio all'Inter: "Avevo parlato con De Zerbi per andare al Brighton, per giocare ancora ma anche per vederlo allenare: lo ammiro molto".