INTERVISTA ESCLUSIVA

Spalletti: "Juve più forte dopo il mercato, ma Inter davanti a tutti. Yildiz il migliore della Serie A"

L'allenatore bianconero: "Europa League importante, in 7 in corsa per la Champions. Woltemade deve diventare finalizzatore, Sarr alzerà il livello" 

Luciano Spalletti si racconta in esclusiva a SportMediaset e traccia la strada per la sua Juventus. Nell'intervista realizzata dal nostro Fabrizio Ferrero, l'allenatore bianconero prova a delineare gli obiettivi della Juve del presente e del futuro, convinto che il lavoro massiccio dell'ultimo mercato abbia contribuito a far salire il livello della squadra. 

Prime considerazioni positive sugli ultimi arrivati Pape Sarr e Nick Woltemade, dispiacere per gli infortuni a Yildiz e Thuram, voglia di competere in Europa League e restare tra le prime posizioni in classifica anche in Serie A, per quanto Spalletti avvisi che la lotta alla zona Champions sarà più serrata che mai, con 8 squadre potenzialmente in corsa per le prime 4 posizioni.

Si parte da una domanda all'apparenza semplice: dopo aver allenato Roma, Inter e Napoli, cosa significa la Juventus per Luciano Spalletti? "Ho fatto un tour dell'anima del calcio, ho allenato in città che danno entusiasmo e vogliono sognare. Qui alla Juve sento una grande responsabilità, c'è una storia importante alle spalle. In qualsiasi direzione ti giri, trovi palloni d'oro, scudetti e coppe alle pareti. All'interno di questo club tutti vogliono tornare a quel livello, ma ci sono dei passaggi da dover fare. Bisogna ripartire dal calcio giocato, dal carattere di squadra e da una potenzialità che ti permetta di fare questo. Negli ultimi anni abbiamo perso un po' di terreno nel confronto con gli altri".

La qualificazione alla Champions League non è scontata. La stessa Juve e il Milan ne sanno qualcosa: "Non voglio essere né presuntuoso né creare delle limitazioni, voglio essere molto realistico. In conferenza ho detto: 'Provate a fare una classifica delle prime 8 posizioni e dovrete tenere squadre importanti fuori dai piazzamenti Champions". Ci sono 7 squadre di livello importante e assoluto, per valore e per percorso da cui arrivano nel campionato precedente, oltre alle potenzialità della rosa e il mercato importante fatto. Da parte nostra, dobbiamo pensare a migliorarci giorno dopo giorno per avvicinarci agli obiettivi ad oggi lontantissimi. Dobbiamo impegnarci ogni giorno a fare qualcosa di diverso, con fatica e cercando stimoli. Solo così si può ambire al processo che porta alla vittoria".

Di conseguenza, è chiaro che l'Inter campione d'Italia, rinforzata sul mercato, riparta davanti a tutte le altre: "Non voglio fare lo scaricabarile o mettere più attenzione su di noi. L'Inter è una squadra forte e lo ha dimostrato. È nelle condizioni di poter rivincere dopo un mercato corretto per rinforzarsi. Le altre sono arrivate di rincorsa, mentre loro erano lì a guardare dopo aver avuto margine per concludere prima il mercato. Noi ci siamo dovuti inserire in alcuni contesti di opportunità, portando a casa 9 calciatori nuovi nonostante le limitazioni. Per il livello di calcio che hanno giocato e i campionato da dove provengono, per i nostri nuovi acquisti può diventare facile l'inserimento. Possono darci competizione e qualità".

I calciatori più forti di questa Serie A? Spalletti ne cita 5 su tutti, con particolare attenzione al suo Yildiz: "Malen? Di sicuro è un calciatore che ha destato curiosità in tanti. Oltre ai gol fatti, attacca 30 volte lo spazio con forza e frequenza di passo, è un calciatore forte. Poi ce ne sono altri fortissimi. Noi abbiamo Yildiz che secondo me è il più forte. Lautaro era un ragazzino quando allenavo l'Inter, ma già faceva vedere tutte le sue qualità. Al Napoli ho allenato Di Lorenzo, è uno dei più forti che ci sono. Nico Paz ci ha fatto vedere le sue qualità... ce ne sono tanti di calciatori forti". 

Mentre tra i colleghi allenatori, il tecnico della Vecchia Signora è incuriosito dalla nuova generazione: "Aquilani sta facendo cose importanti con la sua squadra. De Rossi diventerà un grandissimo allenatore perché ha una conoscenza di calcio e di vita di livello alto. Sono curioso anche della qualità che ha esibito Grosso con il Sassuolo. Io cerco di imparare da tutti, perché ognuno ha delle qualità che possono farti crescere".

L'Europa League è tra gli obiettivi primari di questa stagione della Juve? "È una competizione di livello altissimo. La differenza la fa quanto riesci a crescere e restare a livello alto. Prima della sosta della nazionale giocheremo 9 partite in 22 giorni. Servirà equilibrio e riuscire ad alternare 22 giocatori a giocare un calcio di alta classifica in campionato e in Europa League. Non sarà facile. Il settlement agreement della Uefa non ci permette una rosa ampissima. Abbiamo dei paletti che ci hanno costretto a lasciare 5 giocatori fuori dalla lista Uefa, è stata una scelta che non mi ha fatto dormire la notte".

Out anche Thuram, infortunato: "Credevamo di aver risolto l'infortunio di Thuram durante i mesi estivi e di averlo già a disposizione, invece ora si torna indietro. Yildiz a Frosinone ha giocato tutta la partita ed è uscito perché io l'ho sostituito, non perché mi ha detto che aveva male al piede. Ce li ritroviamo fuori per mesi e sono complicazioni importanti".

Parole molto positive sugli ultimi due calciatori arrivati dal mercato: "Sarr completa le caratteristiche del nostro centrocampo, va a sostituire i ribaltamenti a cui Thuram ci aveva abituato. Sarr abbina palleggio e attacco della linea difensiva avversaria con inserimenti lunghi, ma sa anche ripiegare per i raddoppi. Conosce tutti gli angoli del campo e li copre bene. Si porta dietro il calcio della Premier League fatto di fisicità, corsa e velocità di pensiero. Darà un livello più alto alla nostra squadra". 

Mentre Woltemade darà caratteristiche nuove all'attacco: "È quello che cercavamo come fisicità. Non è proprio un finalizzatore, ma che lo voglia o meno deve diventarlo. Deve essere un pivot offensivo, a cui lui abbinerà il palleggio. È flessibile, leggero, morbido e questo sorprende con quella struttura fisica. Ha fatto anche il centrocampista e sa tracciare linee di passaggio, in orizzontale e in verticale. Ci darà nuove soluzioni. È un bravissimo ragazzo, sorride a tutti, è molto bello stare con lui durante gli allenamenti".

In chiusura, questa Juve, anche grazie al mercato, è riuscita a ridurre il gap con le big della Serie A? "Il lavoro dei direttori è stato importante, con 9 calciatori nuovi. Abbiamo portato a casa situazioni che lo scouting aveva nel mirino e ci siamo inseriti su situazioni di mercato emerse in queste settimane. Il livello di squadra è sicuramente salito grazie a tutte queste componenti e questo lavoro".