US Open, Alcaraz: "In futuro salterò alcuni tornei, calendario troppo fitto"

"Mi sono fermato più a lungo di quanto avrei voluto, a dire la verità. Vedendo quanto è fitto il calendario, ovviamente non avrei mai voluto avere una pausa del genere a causa di un infortunio. Però in futuro prenderò delle pause, anche piuttosto lunghe. Magari non quattro mesi, ma un mese o due, saltando alcuni tornei, perché è impossibile giocarli tutti". Lo ha detto Carlos Alcaraz dopo il successo ottenuto nel secondo turno degli Us Open contro Jaime Faria. "Credo che stiano aggiungendo sempre più tornei importanti e, in un certo senso, ci spingano a giocare. Certo, puoi dire di no, puoi saltarne uno o due e puoi decidere il tuo calendario, ma ci sono i Masters 1000, gli Slam e finiamo per giocare per quaranta settimane se dobbiamo disputare tutti i tornei obbligatori richiesti dall'Atp. È impossibile - ha proseguito - Stiamo vedendo tanti giocatori infortunarsi e tanti altri arrivare stanchi. Se non verrà fatto qualcosa, in futuro ne vedremo ancora di più. Per me questa pausa dovuta all'infortunio non è stata positiva, ma quello che posso dire è che in futuro mi prenderò sicuramente dei periodi di pausa e salterò alcuni tornei".

Il commento sulla partita conto Jaime Faria

"La competizione è un mondo completamente diverso rispetto agli allenamenti. Però mi sono allenato normalmente, colpendo il diritto con grande libertà e senza pensare al polso, né durante gli allenamenti, né durante le partite. So che quando entro in campo devo semplicemente andare sui colpi, sentirmi normale e colpire come facevo prima dell'infortunio, poi vedremo cosa succederà. In questo momento mi sento molto bene. Non c'è alcun motivo per avere paura o per non colpire normalmente". Queste le parole di Carlos Alcaraz dopo la vittoria guadagnata al secondo turno degli Us Open contro Jaime Faria, che si è aggiudicato il primo set prima di cedere negli altri parziali. "Avrei voluto chiudere più velocemente, a dire la verità, non voglio mentire. Però alla fine - spiega lo spagnolo - mi sono reso conto che giocare quattro set è stato davvero positivo per me, per mettermi alla prova dal punto di vista fisico, capire come sta il mio corpo e vedere come mi sentirò domani dopo una partita del genere. Sono contento di essere riuscito a giocare un buon tennis durante i quattro set, anche se, essendo il secondo match della sessione serale, avrei preferito finire prima". Giocare nella sessione serale "è un mondo completamente diverso rispetto a quella diurna. La palla diventa più grande ed è più difficile muoverla - ha spiegato il numero tre al mondo - Ho avuto una palla break e non l'ho sfruttata, poi ho cercato di giocare punti troppo brevi e per me è stato un errore. Dovevo avere pazienza, giocare scambi più lunghi, di tre, quattro o cinque colpi, e soltanto dopo cercare di chiudere. Invece provavo a costruire il punto fin dai primi colpi e non ci riuscivo. Credo sia per questo che lui ha ottenuto il break e ha vinto il primo set".

Il momento decisivo 

"Dopo quel parziale ho capito cosa dovevo fare. Avevo bisogno di essere più paziente e di costruire maggiormente i punti fin dall'inizio. Sono riuscito a ottenere un break molto presto e questo mi ha aiutato tanto, perché mi ha permesso di giocare con maggiore tranquillità e di pensare in maniera più lucida a tutto quello che dovevo fare. Direi che quello è stato il momento nel quale la partita è cambiata - ha proseguito Alcaraz - "Ho guardato le partite che sono finite tardi, ma ovviamente non sono arrivato fino alla fine. Ho bisogno di riposare. Però è una bella sensazione guardarle quando sono a letto e ho già finito tutto quello che dovevo fare. Poi magari non riesco a vedere la conclusione e al mattino mi sveglio e controllo quale sia stato il risultato. Ne ho parlato anche con il mio team: è bello tornare dalla cena e trovare ancora qualche partita in corso, poi rilassarsi in camera e guardare gli altri giocare".