
Chiesa out dalla lista Champions e ancora ai margini del Liverpool: così Fede rischia di perdere un altro anno
L'italiano aveva scelto i Reds per rilanciarsi e mettersi alla prova con la Premier: il bilancio dopo due anni però rimane negativo

Cambiano gli allenatori, passano le stagioni ma il risultato purtroppo non cambia mai: Federico Chiesa anche quest'anno sembra ai margini del Liverpool. Un'indicazione che arriva forte e chiara dalla lista per la Champions stilata da Andoni Iraola: l'ex Juve e Fiorentina è stato escluso insieme al giapponese Endo.
Una situazione che sa di deja-vù e che va in continuità con la gestione di Chiesa in Inghilterra. Anche un anno fa quando sulla panchina dei Reds c'era Arne Slot, il figlio di Enrico era stato messo fuori dalla lista europea (poi reintegrato dopo l'infortunio di Giovanni Leoni). Una doccia fredda che non aveva fatto demordere l'esterno azzurro, pronto a lavorare ancora più duramente per mettere in difficoltà il tecnico olandese. I risultati non sono stati quelli sperati: soltanto 726 minuti in campo tra tutte le competizioni spalmati però in 36 presenze (mediamente una ventina a partita). Troppo poco. Soprattutto perché, contrariamente a quanto accaduto nel primo anno a Liverpool, Chiesa non è stato indisponibile a lungo: appena 3 partite saltate per infortunio.
Oggi Fede è ai box per un problema muscolare patito a metà agosto. Uno stop che non gli ha permesso di essere convocato nelle prime partite del Liverpool di Iraola. E la sensazione (confermata anche dalla scelta sulla lista Champions) è che lo spazio, anche quando tornerà dall'infortunio, sarà pochissimo. I Reds infatti si sono rinforzati sugli esterni con l'arrivo di Bradley Barcola (pagato 123 milioni di sterline) e Victor Munoz, a cui vanno aggiunti la conferma di Cody Gakpo, corteggiato da City e Tottenham, e la promozione del giovane Rio Ngumoah. Chiesa è dunque il quinto esterno della batteria al momento, in fondo alle gerarchie.
Una situazione che fa sorgere una domanda spontanea: perché Chiesa non cambia aria? Ogni anno il suo nome viene accostato a diverse squadre italiane, ma dal ragazzo e il suo entourage emerge sempre la stessa posizione: "rimaniamo a Liverpool per giocarci le nostre carte". All'alba del terzo anno in Uk però sono stati poco meno di 1200 i minuti in campo. Un problema per la carriera di Fede ma anche per la Nazionale. Chiesa è stato tra i trascinatori degli azzurri di Mancini incoronati campioni d'Europa a Wembley: senza la possibilità di mettersi in mostra con il club, convincere il ct a dargli un'altra chance con l'Italia sarà complesso. Alla soglia dei 29 anni, Fede deve decidere cosa vuole fare della sua carriera.