L'ANALISI

Como, l'oro di Fabregas: Fab Four e panchina lunga, il tricolore non è un'utopia

I lariani sono una squadra completa e matura che si candida a un campionato da assoluta protagonista

di Matteo Dotto
© Getty Images

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Sale l’attesa per l’eurodebutto del Como: giovedì sera il battesimo di Champions in riva al Lario contro il Lipsia. La squadra di Fabregas è pronta. Lo dimostra la larga vittoria di Marassi, dove il Como è stato capace di rimontare lo svantaggio arrivato dopo una ventina di minuti di dominio totale ma sterile. Certo, la difesa e soprattutto il portiere del Genoa hanno dato una bella mano al successo lariano e in Europa sarà difficile ricevere siffatti regali.

La curiosità per l’esordio europeo del Como fa il paio con il domandone d’attualità nei bar sport italiani: può il Como lottare per lo scudetto? La squadra che nella scorsa stagione ha soffiato in volata la Champions a Milan e Juventus sul mercato si è notevolmente rinforzata. I 16 punti di distacco dal’Inter del torneo 2025-26 - con gli arrivi tra gli altri di Kean, Ricci, Chalobah e Liberali - sulla carta sono sicuramente diminuiti. Qualche ingenuità difensiva (Ramon e Chalobah colpevoli sul gol del Genoa, Butez non sempre irreprensibile nelle uscite alte), ma per il resto la macchina lariana è oliata: Perrone e Da Cunha danno fluidità al gioco, là davanti i Fab Four Diao-Paz-Baturina-Duvikas (con Kean in costante agguato…) fanno paura. E adesso Cesc Fabregas ha anche una panchina lunga. Per sognare in Europa e provare il miracolo (tricolore) in Italia.