È andata in scena venerdì 4 settembre la decima edizione di ICON Xtreme Triathlon, che ha riportato a Livigno atleti provenienti da tutto il mondo per affrontare una delle competizioni di triathlon estremo più affascinanti e impegnative del panorama internazionale. Sono stati 202 gli atleti che questa mattina si sono presentati sulla linea di partenza, pronti ad affrontare un percorso di 211,7 chilometri attraverso uno degli scenari alpini più suggestivi. Una gara fatta di fatica, strategia e resilienza, ma soprattutto di storie personali che trovano il proprio punto d’incontro sulle montagne di Livigno. Perché ICON non è soltanto una gara da concludere. È un viaggio che ogni atleta inizia molto tempo prima della partenza.
© ICON Xtreme Triathlon Livigno Ufficio Stampa
Una comunità prima ancora di una competizione
Alle 05:10 del mattino, quando il silenzio del Lago del Gallo è stato interrotto dalla partenza della gara, ogni atleta portava con sé mesi di preparazione: allenamenti prima dell’alba, weekend dedicati alle lunghe distanze, dubbi, sacrifici e piccoli traguardi rimasti lontani dagli occhi del pubblico. La gara ha reso visibile un percorso iniziato molto tempo prima. È questo il significato di The Becoming, il concept che ha accompagnato il racconto della decima edizione di ICON Xtreme Triathlon, mettendo al centro non soltanto la performance, ma il percorso e le storie delle persone che hanno scelto di affrontare questa sfida.
© ICON Xtreme Triathlon Livigno Ufficio Stampa
Una sfida attraverso le Alpi
La decima edizione di ICON ha preso il via in una mattinata limpida e dalle condizioni meteo favorevoli, nonostante le basse temperature delle prime ore: 13°C nel Lago del Gallo e 6°C all’esterno al momento della partenza. Ad aprire la giornata sono stati i tre chilometri e 80 metri di nuoto, con il norvegese Patrik Ericsson ancora una volta protagonista: dopo essere stato il primo a uscire dall’acqua anche nell’edizione 2025, ha guidato la frazione iniziale anche quest’anno, completandola in 00:58:07. Alle sue spalle lo sloveno Andrej Zareva, secondo in 01:03:09, mentre il tedesco Simon Heiden ha fatto registrare il terzo tempo maschile in 01:05:38.
Tra le donne è stata Vittoria Bergamini a prendere immediatamente il comando della gara, uscendo dall’acqua a pochi secondi dal secondo uomo assoluto e iniziando già dalla prima frazione a costruire la propria gara in testa. Alle sue spalle l’italiana Fabia Maramotti, seconda in 01:14:17, seguita dalla norvegese Jenny Nilsson in 01:17:50.
Conclusa la frazione di nuoto, gli atleti sono entrati in T1 per affrontare una bike course diversa: 170 chilometri e oltre 5000 metri di dislivello positivo, con il doppio passaggio sul Passo dello Stelvio a caratterizzare il tracciato di questa decima edizione. Per la prima volta, infatti, gli atleti sono stati chiamati ad affrontare il leggendario Stelvio due volte e da due versanti differenti, rendendo una delle sezioni più rappresentative di ICON ancora più impegnativa e spettacolare.
© ICON Xtreme Triathlon Livigno Ufficio Stampa
La gara maschile
La frazione ciclistica ha iniziato a delineare le dinamiche della gara maschile, con diversi cambi di posizione lungo il percorso. Al termine dei 170 chilometri è stato il tedesco Simon Heiden a presentarsi per primo in T2, ancora in ottime condizioni dopo oltre otto ore di gara, seguito dal canadese Samuel Cote. Più serrata la lotta alle loro spalle: il francese Victor Lemasson è arrivato in zona cambio davanti al connazionale Valentin Bette, protagonista però di una transizione più veloce che gli ha permesso di iniziare la frazione di corsa in terza posizione.
© ICON Xtreme Triathlon Livigno Ufficio Stampa
È proprio nella maratona conclusiva che Heiden ha consolidato la leadership, aumentando progressivamente il vantaggio sugli inseguitori e presentandosi al comando all’inizio della salita finale verso Carosello 3000. Alle sue spalle la classifica si è invece rimescolata: Victor Lemasson è risalito fino alla seconda posizione, mentre lo svizzero Meik Randegger ha recuperato terreno nella parte finale conquistando il terzo posto. Simon Heiden ha così tagliato per primo il traguardo di ICON Xtreme Triathlon 2026 a Carosello 3000, conquistando la decima edizione in 12:27:22. Seconda posizione per Victor Lemasson, al traguardo in 12:45:14, seguito da Meik Randegger, terzo in 12:49:15.
© ICON Xtreme Triathlon Livigno Ufficio Stampa
La gara femminile
In campo femminile, i primi chilometri della frazione ciclistica hanno visto Vittoria Bergamini, Marion Lieury, Fabia Maramotti, Wolf Sandra e Jenny Nilsson nelle prime posizioni. Con il passare dei chilometri è stata l’italiana Vittoria Bergamini a prendere il comando, imponendo un ritmo che le ha permesso di costruire un vantaggio importante sulle inseguitrici. Una prestazione di grande livello anche in termini assoluti: Bergamini ha pedalato per molti chilometri tra i primi quindici atleti della classifica generale, confermando quanto già mostrato nella frazione di nuoto. L’italiana ha raggiunto T2 in 09:40:20, al comando della gara femminile. Alle sue spalle, la tedesca Eva Dengler è transitata in T2 in seconda posizione in 10:08:30, seguita poco più di un minuto dopo dalla francese Marion Lieury, terza in 10:09:35. La maratona ha però riaperto la gara. Dengler è riuscita a recuperare terreno fino a portarsi temporaneamente al comando, prima della reazione di Bergamini, che ha ripreso la testa e si è presentata a Plaza Placheda, all’inizio della salita finale verso Carosello 3000, con oltre 17 minuti di vantaggio sulla tedesca. Da quel momento l’italiana ha mantenuto il comando fino al traguardo, conquistando ICON Xtreme Triathlon 2026 in 14:52:32. Seconda posizione per la tedesca Eva Dengler, al traguardo in 15:15:22, a 22 minuti e 51 secondi dalla vincitrice, mentre la francese Marion Lieury ha completato il podio femminile con un tempo di 15:54:21.
© ICON Xtreme Triathlon Livigno Ufficio Stampa