
Milan, Amorim: "Non mi interessa cosa dice Chivu, ma dobbiamo capire perché solo 2 scudetti in 20 anni"
Il tecnico rossonero alla vigilia del match coi bianconeri: "Soddisfatto del mercato. Voto? Dieci"

Juventus-Milan, subito, alla terza giornata. Presto, molto presto, due squadre ancora in fase di assestamento, due filosofie di gioco ancora in evoluzione. Ma, va da sè, quella dello Stadium è una sfida che pesa, eccome se pesa! E non solo per storia, tradizione e blasone. I rossoneri, oltretutto, non battono i bianconeri in Serie A dal 28 maggio 2023, quando Giroud firmò l'ultimo successo milanista in una sfida fra l'altro decisiva per l'ingresso in Champions. Da allora le statistiche parlano di quattro pareggi e due sconfitte e una astinenza dal gol contro la Juve in campionato che si avvicina ai 600 minuti. Una sorta di tabù che Amorim è chiamato a sfatare, puntando alla terza vittoria consecutiva dopo quelle arrivate contro Torino e Venezia. Piccola curiosità: arrivassero i tre punti, il tecnico portoghese sarebbe il primo allenatore del Milan capace di vincere le prime tre partite di campionato alla stagione d'esordio dopo quasi 70 anni.
LA CONFERENZA STAMPA DI AMORIM
Questa è una vigilia particolare, anche il patron Cardinale è qui: che idea ha della squadra verso la sfida con la Juve?
"Con Cardinale e Calvelli ci parlo tutti i giorni quindi è normale averli qui. Sono molto soddisfatto del mercato. Abbiamo nuovi giocatori che sono il top e che ci aiuteranno durante la stagione, ma anche in futuro. Tomori reintegrato? Abbiamo avuto un problema con Gabbia, non sappiamo quanto durerà. Tomori è un ottimo calciatore, ho visto che in allenamento si allenava bene. La priorità per me è la squadra, e in quel momento ho pensato fosse la scelta migliore reintegrarlo in rosa".
Che voto dà al mercato del Milan? Resta convinto che in attacco non sarebbe un giocatore da affiancare a Camarda e Ramos?
"Tutti danno voti. Il mio? 10. I miei giocatori sono i migliori al mondo, perché tutti quelli che abbiamo portato in rosa sono perfetti per questa strada. Normale che possiamo pensare anche a diverse caratteristiche, ma penso che dobbiamo dare spazio a Camarda. Poi dipende ovviamente dalle partite, se vinceremo sarà tutto okay, mentre se perderemo nascerà qualche problema. Ma sono contento della mia squadra".
Contro la Juve è il momento di schierare dal primo minuto Rabiot e Moreira?
"Vedremo. Non vi dico di certo l'11 iniziale di domani. Moreira ha 2 settimane di allenamento, ora è più preparato rispetto alla scorsa settimana. È un'opzione, così come Rabiot, in due posizioni. Quindi vedrete domani quale sarà il nostro 11 titolare".
Che cosa risponde a Chivu che dice che Juventus-Milan non è una sfida scudetto?
"Niente. Sono concentrato sulla nostra partita. Se vinciamo domani saremo in testa alla classifica insieme ad altri. Sono concentrato su di noi, sul lavoro da fare. Quindi non ho niente da dire in merito".
Come stai vivendo questo primo big match in Italia?
"Penso che dipende dalla pressione che ti metti addosso. Bisogna vincere ogni partita, quindi non penso che i big match siano più importanti di altri. Sarà un buon test per capire se siamo migliorati rispetto la scorsa settimana. Sono entusiasta, penso che la mia squadra sia pronta. Io sono pronto. Sarà un normale giorno di lavoro per me e sono entusiasta all'idea di vedere la mia squadra domani".
Ha detto di aver studiato bene il calendario del Milan, ma secondo lei è normale sia così intenso?
"Non ho mai avuto una sequenza così fitta di partite in carriera, nemmeno in Premier League. Sarà difficile ma possiamo anche far rifiatare certi calciatori, faremo delle rotazioni, motivo per il quale avremo tutti questi calciatori a disposizione. È importante per me vedere fino a gennaio questi calciatori e poi capiremo bene cosa succederà. La difesa? Per me contro il Torino abbiamo controllato meglio le transizioni, contro il Venezia meno. Dobbiamo mantenere il focus, in ogni partita. Abbiamo grandi problemi in difesa quando perdiamo il pallone. Abbiamo lavorato tanto durante questa settimana, e poi ho centrali come Pavlovic e Gila che pensano di essere dei numeri 10. Non sono stato soddisfatto della partita fatta contro il Venezia e dobbiamo fare meglio contro top team come la Juve".
Lei pensa di poter utilizzare le parole di Chivu per spronare la squadra?
"Se abbiamo bisogno di queste parole per motivarci c'è qualcosa di sbagliato in noi. Negli ultimi anni siamo finiti in posizioni di classifica che ci invitano a lavorare tanto. Abbiamo tanto da lavorare, onorare i nostri tifosi e riportare il club ai livelli che merita. Non abbiamo bisogno delle parole di Chivu per motivarci. La cosa più importante è che io vedo il Milan, e per me è il club migliore del mondo, ma in 20 anni abbiamo vinto 0 Coppe Italia e 2 Scudetti. C'è qualcosa che non va, lo sappiamo. Abbiamo tanto da fare, dobbiamo lavorare e raggiungere i nostri obiettivi in tempo. Non mi interessa cosa dice Chivu o chiunque altro. Ma dobbiamo concentrarsi sul perché nel corso degli anni il Milan non è stato Milan. Per questo è meglio concentrarsi sulla nostra squadra, e non ci deve interessare cosa dicono gli altri. Lavoriamo per riportare la squadra ai livelli che merita".
Che tipo di allenatore è Spalletti? Non ha mai battuto la Juventus da calciatore o allenatore?
"Spalletti non ha bisogno di descrizioni: è intelligente, ha grandi qualità, conosce la Serie A, mi piace il modo in cui fa giocare la sua squadra. Sarà una partita dura, siamo all'inizio ma sappiamo che siamo pronti. Sarà una bella partita e non ho mai battuto la Juventus da allenatore, ma da giocatore sì. Sarò pronto a farlo per la prima volta da allenatore".