FORMULA 1

Formula 1, la Fia replica a Briatore: "I nostri giudici integri, procedimento corretto"

 L'accusa di Briatore riguardava una fotografia del giudice della corte Filippo Marchino collegata a un'iniziativa benefica del 2018

© Getty Images

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Non tarda la risposta della Fia alle accuse di parzialità espresse da Flavio Briatore, furioso dopo il podio tolto a Gasly al Gran Premio di Monaco a distanza di tre mesi dopo gli appelli di Red Bull e McLaren. Nella conferenza stampa dei Team Principal a Monza, Briatore aveva accusato il giudice della corte, Filippo Marchino, di essere legato alla McLaren, in particolare per alcune attività di solidarietà. Il team principal di Woking, Andrea Stella, aveva minacciato querele. "La decisione di una Corte - si legge in un comunicato della Federazione Internazionale dell'Automobile - può lasciare spazio a varie interpretazioni e commenti per quanto riguarda i suoi meriti giuridici; ciò è giusto e accettato da tutti i giudici. La Corte è convinta della correttezza del procedimento e dell'integrità dei giudici. Le Corti della Fia rimangono impegnate a garantire l'indipendenza e l'imparzialità dei propri giudici e l'integrità del processo".

Sulla selezione della giuria: "La nomina e la partecipazione dei giudici sono avvenute in conformità con le procedure applicabili e con la prassi abituale, che si ispirano ai più elevati standard, quali le Linee guida dell'Iba sui conflitti di interesse nell'arbitrato internazionale - continua la Fia - Tutti i giudici sono eletti dalle Assemblee generali della Fia. Sono tutti soggetti ai requisiti di indipendenza e riservatezza, presentano annualmente una dichiarazione di conformità e firmano una specifica dichiarazione di indipendenza per ogni singolo caso, tenendo conto della questione in esame e delle parti coinvolte, che viene notificata alle parti".

La Fia, inoltre, sottolinea come, fino alla polemica di Flavio Briatore avvenuto ieri in conferenza stampa a Monza, nessuno avesse mai messo in discussione i giudici scelti per giudicare il caso Gasly al Gran Premio di Monaco: "Sia all'inizio che alla conclusione dell'udienza, le parti sono state invitate a sollevare eventuali questioni relative al procedimento o alla composizione della Corte. Nessuna lo ha fatto. Durante l'udienza non è stata sollevata alcuna obiezione riguardo al modo in cui la Corte ha interrogato il testimone o condotto il procedimento".