Malen e Dybala, Dybala e Malen, Stava quasi diventando noiosa la Roma delle prime due giornate, assist a grappoli dell'argentino, gol a raffica dell'olandese. Non se ne usciva. Contro l'Atalanta è stata scritta una pagina nuova. I due fenomeni per una volta sono tornati sulla terra, hanno disputato una partita sufficiente ma non straordinaria. Malen non ha segnato, Dybala non ha sfornato assist. Eppure la Roma ha vinto dimostrando due tesi: 1)adesso ha una rosa davvero completa con alternative in grado di decidere una gara; 2) quella mentalità del "non mollare mai" che Gasperini si è portato da Bergamo, ha attecchito anche nella Capitale e sta cominciando a dare i suoi frutti. Che nel caso specifico sono il primo posto in classifica a punteggio pieno e l'attacco migliore del campionato. Per ora.
Leggendo il tabellino di Roma-Atalanta si può essere tratti in inganno. I giallorossi hanno segnato il pareggio e il gol della vittoria solamente alla fine, ma in tutto il primo tempo hanno dominato totalmente il campo, hanno tirato in porta parecchie volte. Prima di subire i due gol, Carnesecchi era da 7,5 in pagella, poi ha qualche responsabilità sul gol decisivo segnato da Soulè. Proprio l'argentino è una chiave di lettura importante per questa squadra, L'anno scorso aveva disputato una stagione difficoltosa, per non dire mediocre, sempre frenato nelle giocate, mai decisivo. Contro l'Atalanta è entrato al posto di un buon Rodrigo Mora e ha fatto tutto il possibile per risolvere la gara con le sue giocate, fino a riuscire nel proprio intento. Oggi Soulè è un giocatore completamente diverso rispetto alla passata stagione e questo è un segnale decisamente importante.
Ci sono però altri giocatori che hanno dimostrato di essere ottime alternative ai titolari che più o meno avevano monopolizzato le prime due giornate. Molina suilla fascia destra sembra avere smaltito il suo periodo di "quarantena" postmondiale e ha dato un contributo dinamico eccellente quando è subentrato a Lulli che comunque aveva fatto la sua parte. Sempre a proposito di argentini, si è visto finalmente anche un Castro coraggioso, determinato, deciso a segnare un gol. Nell'azione del palo che ha colpito appena entrato c'è un movimento che ricorda quelli di Malen. E poi c'è Balerdi, che è entrato per uno spezzone di partita e ha spiegato cosa significa il termine "elegante" che viene sempre accostato al suo nome.
Il giudizio sulla Roma non sarebbe cambiato se non avesse segnato quel gol del 2-1 finale. Era e resta una squadra da scudetto. Ma proprio quella tempesta perfetta finale diventa un motivo in più per dare fiducia a un gruppo che ha abolito tutti i suoi precedenti difetti o quasi, che ha una forza d'urto tremenda, che ha un gruppo di giocatori completo e variegato. Può darsi che abbia ragione Gasperini quando fa sapere che si aspettava anche un esterno offensivo in più, però la sua Roma è forte anche così, crea azioni da gol in tutti i modi, ha un tasso tecnico elevatissimo e adesso anche un carattere d'acciaio. Difficile pensare a qualcosa di meglio.