
L'ombra di Chivu e Gasp sulla sfida Spalletti-Amorim: Juve-Milan per tornare a sentirsi grandi
Allo Stadium l'incrocio tra bianconeri e rossoneri per i tre punti utili per tenere il ritmo di Inter e Roma

Tre su tre per Inter e Roma, che viaggiano veloci, divertono e si divertono, si esaltano e promettono tra gol e rimonte una lunga rincorsa verso lo scudetto. E poi il Como che ammalia e non si nasconde, rosa ampia, giovane, di talento: Fabregas non molla Chivu e Gasp, li tallona, non li teme. Più attardato Allegri, il Napoli paga i due ko e resta attardato.
Ora tocca invece a Spalletti e Amorim: Juve-Milan, alla terza giornata, non è certo partita da svolta, ma un indirizzo può darlo. Due 'decadute' in cerca delle certezze perdute nei meandri di una stagione, quella passata, che dato uno scossone più forte a Milano ma non ha risparmiato neppure l'ambiente bianconero.
All'incrocio dello Stadium arrivano entrambe a punteggio pieno, l'imperativo è agganciare la coppia di testa: il fattore casalingo aumenta il carico di responsabilità sulla sponda juventina, ma di inezia o poco più si tratta. Spalletti fa il conto con assenze pesanti - da Yildiz a Thuram passando per McKennie e Cambiaso - tiene in panchina l'ultimo arrivato, il gigante Woltemade, spinge sul tridente Boga-Nico-Conceiçao alla spalle di Kolo Muani.
L'attaccante francese cerca il gol ancora non travato di fronte a un altro ex Psg, il centravanti che finalmente il Milan ha trovato, Gonçalo Ramos. Amorim chiede al connazionale i gol per sfatare un piccolo tabù e scrivere un record nell'album delle statistiche rossonere. Ma ciò che più insegue sono stabilità, concretezza e maturità: Rabiot e Modric le due colonne a cui si affida, Moreira la scommessa che è pronto a giocarsi per trovare anche fantasia e imprevedibilità.
Il campo, poi, ci dirà: siamo solo alla terza, la classifica conta relativamente, non è una partita scudetto, ma di certo è quella per tornare a sentirsi grandi.
© Rassegna Stampa
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