SDOTTORATE

Rimonte, false partenze e gol giovani per Mancini: cosa ci ha detto finora la terza di Serie A

Brillano giovani azzurri come Lontani, Raimondo e Cisse. Anche il Como continua la sua ascesa

di Matteo Dotto

Juventus e Milan con il pareggio dello Stadium si staccano da Inter e Roma e in vetta (vincendo a Udine nel posticipo del lunedì) può issarsi anche la Lazio. Juve e Milan raggiunte a quota 7 dal Como.

PROGRESSO -

 Continua a stupire, appunto, il Como di Cesc Fabregas. In attesa dell’eurodebutto di giovedì 10 con il Lipsia, in riva al Lario si guarda con soddisfazione ai confronti con le scorse stagioni. Nel 2025-26 dopo le prime tre giornate il Como aveva raccolto 4 punti (tre in meno di oggi), nel 24-25 (con tre trasferte iniziali, esattamente come nel campionato corrente) la squadra di Fabregas aveva un solo punto.

GIOVANI -

 Una domenica all’insegna della Generazione Z. Allo Stadium il milanista classe 2006 Cisse firma il suo secondo centro stagionale. Anche al Tardini e allo Stirpe va di moda il gol giovane, italiano e non. L’1-1 di Parma-Monza vede nel tabellino dei marcatori l’inglesino 2007 dei brianzoli Jay Robinson e il 2008 Simone Lontani, attaccante dei crociati di scuola Milan già a segno con una doppietta in Coppa Italia al Catania. Nel 3-2 di Frosinone-Venezia la conferma dell’attaccante classe 2004 Antonio Raimondo, ancora a segno con una doppietta dopo quella della scorsa settimana al Franchi: 4 gol in A, solo Malen finora ha fatto meglio, Raimondo è di proprietà del Bologna e già ovviamente nel mirino di Mancini. É un 2004 anche il belga Sagrado, in gol per il momentaneo 2-1 del Venezia, mentre il georgiano Kvernadze (a segno per il definitivo 3-2) è di un anno più giovane, del 2003. Insomma, finalmente giovani protagonisti in un campionato spesso troppo timoroso nel lanciarli.

RIMONTE -

 Le prime due giornate avevano fatto registrare la bellezza di 11 vittorie esterne su 20 partite (pari al 55 per cento). Fattore campo in leggero miglioramento finora in questo terzo turno che finora ha visto i successi fuori casa solo di Como e Torino. Ma la terza giornata - soprattutto nelle sfide di venerdì e sabato - regala un’altra curiosità: quella delle vittorie in rimonta. Venerdì sera a Marassi il Como la ribalta e vince 4-1 dopo che il Genoa era andato in vantaggio con Osmajic. Sabato i gol granata di Mandragora e Adams rendono vana l’iniziale rete viola di Pellegrino e così il Torino batte 2-1 la Fiorentina al Franchi. Hermoso e Soulè rimediano al gol di Ederson all’Olimpico per il successo 2-1 della Roma sull’Atalanta. Addirittura l’Inter batte il Napoli 3-2 a San Siro dopo l’iniziale doppio svantaggio di Politano e Hojlund grazie alla doppietta di Lautaro Martinez e al gol di Thuram.

VANTAGGIO -

 Aver allenato a lungo (e sempre in due riprese) Milan e Juventus rende Max Allegri un rivale davvero “storico” per l’Inter. E da quando l’allenatore livornese (stagione 2010-11) ha a cuore i colori rossoneri e quelli bianconeri il suo bilancio - nonostante il ko di sabato - rimane positivo negli scontri diretti con i nerazzurri con 13 vittorie, 12 sconfitte e 8 pareggi. Unico “rosso” la battuta d’arresto alla guida del Napoli. Con il Milan 5 vittorie, 4 sconfitte e 1 pareggio per Allegri contro l’Inter; alla guida dei bianconeri invece Max ha vinto 8 volte contro 7 ko e 7 pareggi.

FALSE PARTENZE -

 Nobiltà in difficoltà, con Genoa e Fiorentina (che ha già esonerato Grosso) a chiudere la classifica con 0 punti in compagnia del Venezia. Tre partite e tre sconfitte per rossoblù e viola. Nella storia del Genoa un solo precedente, stagione 1957-58 con questo avvio: Napoli-Genoa 4-0, Genoa-Padova 1-4 e Juventus-Genoa 3-2. Dopo un pareggio e 5 sconfitte, Annibale Frossi sostituì Renzo Magli in panchina e il Grifone riuscì ad artigliare la salvezza classificandosi al 13esimo posto con un parziale di 29 punti in 28 partite. La pessima partenza della Fiorentina ricorda quella dello scorso anno anche se Pioli in realtà nelle prime tre giornate aveva comunque raccolto 2 punti. Era dal 1935-36 che la Viola non partiva così male: sconfitta per 5-1 a Trieste, 0-1 casalingo con il Bologna e ko a San Siro contro il Milan (1-0). Come il Genoa nel ‘58, anche la Fiorentina riuscì a salvarsi chiudendo 12esima in classifica.