Dalle Frecce Tricolori alla Freccia d'Argento, ovvero Kimi Antonelli: Monza sancisce in via pressoché definitiva lo strapotere del pilota italiano sul Mondiale. Un sorvolo incontrastato che al momento inarrestabile. Era facile immaginare che nel Gran Premio d'Italia Kimi avrebbe trovato ben poca resistenza alla sua rimonta (una delle più grandi di tutti i tempi) verso le posizioni che contano: da qui a vincere era tutta un'altra storia ma AKA lo ha fatto, pur con il brivido del passaggio nella ghiaia della Prima Variante ad una manciata di passaggi dalla bandiera a scacchi, mentre era in piena bagarre con George Russell.
Ad impressionare è stata la rapidità con la quale Kimi si è rimesso in carreggiata, rifocalizzandosi subito e mettendo la freccia (quella d'argento, la sua) davanti a quella del compagno di squadra. Un successo di portata storica, completamente calato dentro un presente che è tutto suo ed è già proiettato nel futuro. Antonelli adesso mette davvero le mani sul Mondiale. Esce da Monza con un'autorità che non avrebbe potuto trovare scenario più indicato per manifestarsi. Lo sapevamo già, era solo questione di tempo, di quel tempo che in Formula Uno si misura spesso in millesimi di secondi ma che Antonelli a volte scandisce a tempo di manciate di secondi.
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Sessantasei punti di vantaggio su uno sconsolato Russell sono un tesoretto da custodire e da gestire nei prossimi nove (o dieci) Gran Premi. Il pronostico iridato è ormai tutto sbilanciato dalla sua parte e con esso l'inerzia stessa di questa stagione. La Mercedes stessa sembra ormai sul punto di abbandonare l'equidistanza tra i suoi piloti, pure la Formula Uno è pronta a celebrare Kimi, purché non chiuda la partita troppo presto: lo spettacolo deve continuare.