Real Madrid-Inter è anche José Mourinho contro il suo passato. Il tecnico portoghese ha scritto la storia a Milano vincendo il triplete ormai 16 anni fa culminato con la Champions alzata al cielo proprio al Bernabeu: "Oggi è il mio stadio di casa ma al di là di questo sarà sempre il mio stadio, ed è iconico per l'Inter. Ogni partita è importante per noi in questa competizione, sono tante gare e spero di rivedere l'Inter più avanti. I nerazzurri sono una grandissima squadra, ormai possono giocare a occhi chiusi".
Nella squadra entrata nella leggenda c'era anche Cristian Chivu, oggi tecnico dei nerazzurri e avversario domani dello Special One: "Era un mio giocatore, abbiamo lavorato insieme. Abbiamo vissuto tante cose insieme, nel bene e nel male". Qualche mese fa però, il tecnico romeno si era sentito attaccato da una frase di Mou, tanto da parlare di "rumore degli amici", usando una semi cit proprio del portoghese. Lo Special One aveva criticato gli ex giocatori a cui vengono assegnate subito panchine dei top club: "Con chi hai parlato per scoprire se ho un brutto rapporto con lui? Con chi hai parlato tu ieri al telefono? Vuoi che ti dica se ci siamo sentiti? Non c'è nulla da chiarire tra noi. Abbiamo avuto tanti contatti quando ero alla Roma e lui allenava la Primavera. Poche volte ho trovato ex giocatori con questa passione per un mestiere molto difficile. Ho sempre capito che voleva fortemente diventare un mister top", ha dichiarato Mourinho. "Partita speciale contro l'Inter? In questo momento sì, dopo la partita sì ma durante la partita no. Sarà come le altre: vogliamo vincere".
Poi Mourinho passa a parlare dei suoi, a partire da un Bellingham che sembra rinato dall'avvento del portoghese a Madrid: "Migliorato da me e dalla nuova posizione? L'importante è che i giocatori siano a loro agio. È più importante quello che pensano loro di quello che tu credi sia giusto. Poi ci sono situazioni in cui devi convincerli a fare cose che gli piacciono meno".
Real-inter sarà anche la sfida Lautaro-Mbappé: "Sono diversi, entrambi sono molto importanti per le loro squadre. Domani anche se abbiamo 3 squalificati si gioca 11 contro 11. Per noi a centrocampo sarà dura, forse il calendario l'ha fatto un italiano (ride, ndr)... Alexander-Arnold possibile soluzione? Abbiamo tre-quattro-cinque possibilità per sostituirli. Potrei girarci intorno, ma alla fine non ti dirò nulla", chiosa sorridendo Mourinho che poi manda un messaggio a chi dice che è cambiato: "Più tranquillo in questo ritorno a Madrid? No, sono sempre lo stesso". Diverso però il Real che Mourinho ha trovato: "Io qui ho fatto due periodi diversi, ho chiuso il mio lavoro nel 2013 e abbiamo vinto quello che abbiamo vinto e perso quello che abbiamo perso. È un ciclo chiuso e questo momento non ha nulla a che vedere con il passato. Sono periodi diversi, nel 2010 erano anni che il Real non giocava una semifinale. Adesso veniamo da un Real che ha vinto 7-8 titoli. L'obiettivo è vincere la Champions con il Real".