L'ANALISI

I gol di Frattesi e i miracoli di Gattuso: viaggio nei segreti della sorprendente Lazio capolista

Un ottimo mercato a condizioni sostenibili e una grande reazione alla sconfitta in Coppa Italia: ecco come è nata una partenza inattesa

di Enzo Palladini
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Chissà se qualcuno adesso uscirà con il classico “io l’avevo detto”. Prevedere la Lazio in testa alla classifica a punteggio pieno era davvero impresa da veggenti. Il mercato estivo e il precampionato tormentato lasciavano prevedere tutto un altro scenario. Decisamente meno trionfale. Invece la vittoria di Udine ha innalzato i Ringhio Boys fino alla vetta, 9 punti in 3 partite come Roma e Inter. Solo tre volte nella storia della Lazio era riuscita una partenza lanciata con un tre su tre. 

Nella partita di Udine si è visto tutto lo spirito di questa Lazio abituata alla sofferenza. Assediata per quasi tutto il primo tempo, ha resistito tentando qualche sortita, nei limiti del possibile. Ha preso il gol di Karlstrom anche con un pizzico di sfortuna, visto che la conclusione è passata tra le gambe di Mandas. Ha perso il prezioso Pinamonti per infortunio, ma non ha mai pensato di arrendersi. Ha alzato i ritmi, nonostante il caldo e nonostante l’ormai proverbiale potenza atletica dell’Udinese. L’ultima mezz’ora è stata quasi un monologo della Lazio, con alcune uscite prepotenti di Nuno Tavares, imprendibile per gli avversari, integrate da alcune giocate preziose di Zaccagni, tra cui quella che ha messo sul piede di Frattesi la palla dell’1-1. Incredibile il momento di questo giocatore, che per tutta la stagione scorsa era praticamente scomparso anche dalle rotazioni dell’Inter e che ora ha segnato tre reti in tre partite. Certe volte – non è una novità – i giocatori hanno semplicemente bisogno di cambiare orizzonte per poter dare il meglio di sé stessi.

E poi il gol di Gudmundsson, nei suoi primi istanti da giocatore biancoceleste. Negli ultimi minuti la Lazio ha giocato probabilmente il miglior calcio che le sia possibile con questo gruppo di giocatori. Non ma mai lasciato uscire l’Udinese dalla propria area, ha riaggredito come solo le squadre molto ben organizzate sanno fare. Ci ha creduto, fino in fondo, ha anche preso un palo poco prima del gol del 2-1. Ha utilizzato tutte le energie di tutti i giocatori per portare a casa un risultato che vale non solo la vittoria, ma anche la consapevolezza di essere una squadra di alto livello, una mina vagante in mezzo al campionato.

Il vero segreto di questa squadra, comunque, è a monte. Zitta zitta, la Lazio ha portato a termine un mercato di tutto rispetto a condizioni più che sostenibili. Ha preso un giocatore che un anno fa era cercato da grandi squadre, Davide Frattesi, a un prezzo assolutamente conveniente, ricevendone in campo gol subito decisivi. Ha preso gli svincolati Pedraza, Doekhi e Diogo Leite. Sutalo è arrivato in prestito con diritto di riscatto con l’Ajax, solitamente bottega parecchio cara. Molto interessanti anche le condizioni con cui è stato preso Gudmundsson dalla Fiorentina. E poi Lotito ha dato a Gattuso il centravanti più adatto a una squadra di Ringhio: Andrea Pinamonti. Non uno di quei bomber che lasciano cadere la loro classe dall’alto, ma un ragazzo umile, disciplinato, sempre pronto al sacrificio per il bene della squadra. Certo, la cessione di Gila ha tolto qualcosa all’esplosività del pacchetto difensivo, ma era un sacrificio necessario e ben ricompensato a un anno dalla scadenza.

Il buon inizio di campionato è sicuramente anche figlio della mazzata presa in Coppa Italia dal Mantova. La Lazio, è bene ricordarlo, l’anno scorso è arrivata fino alla finale del torneo, poi persa contro l’Inter. I giorni che hanno seguito quella sconfitta sono stati all’insegna dell’altissima tensione a Formello, ci sono stati confronti anche accesi. Si è fatto sentire anche il presidente Lotito ed erano in molti a pensare che Gattuso sarebbe stato il primo allenatore esonerato in questa Serie A. Poche settimane dopo è cambiato tutto in maniera radicale, la squadra biancoceleste è al comando. Non ci resterà forse a lungo, ma intanto è lì, insieme a Roma e Inter, davanti a Milan e Juventus. Alcune cose sono state messe a posto, altre richiedono altro lavoro. Però ad alta quota sembra tutto più facile e Gattuso lo sa benissimo.