IL BILANCIO

Champions, il calcio "all'italiana" non paga più: Roma, Como e Inter dettano la linea. Il Napoli rimane l'eccezione

Nonostante soltanto Fabregas abbia portato a casa la vittoria il messaggio arrivato dalle coppe è chiaro: speculare non paga più

di Francesco Lommi

Alla fine della prima giornata di Champions League il bilancio delle italiane recita: due sconfitte, un pareggio e una vittoria. Un risultato che, limitandosi al punteggio, potrebbe sembrare negativo. Analizzando la le partite nelle sue pieghe però ci si rende conto che il bicchiere è molto più pieno di quanto sembri. 

Inter, Roma e Como, pur avendo raccolto risultati diversi, hanno messo in mostra un calcio offensivo, basato sul controllo del gioco. E davanti c'erano montagne molto alte da scalare: per i nerazzurri il Real Madrid al Bernabeu, per la Roma la bolgia dello stadio del Fenerbahce mentre per il Como l'approccio è stato più soft al Sinigaglia contro il Lipsia. Il leitmotif in tutte queste partite è stato il calcio propositivo messo in mostra dalle nostre squadre. Un salto in avanti rispetto alla nome che ci siamo fatti in Europa negli anni. Uno spiraglio di luce che si inizia a intravedersi anche nel nostro campionato, con squadre sempre più inclini a fronteggiarsi faccia a faccia, senza troppi tatticismi.

Gasperini e Chivu hanno mostrato al mondo che giocare a 3 dietro non significa per forza difendere a 5: nerazzurri e giallorossi hanno affrontato a viso aperto i loro avversari, concedendo anche tanto. L’Inter ha avuto la colpa di regalare due gol al Real (sarebbero potuti essere molti di più con un po' più di lucidità dei Blancos sottoporta) ma allo stesso tempo dal primo minuto ha dimostrato un atteggiamento propositivo e personalità, piantandosi stabilmente nella metà campo degli uomini di Mourinho. Lo stesso vale per la Roma che in una partita abbastanza bloccata ha avuto il pallino del gioco per gran parte dei 90minuti. Per non parlare del Como, che si è presentato all'Europa che conta prendendo a pallonate una squadra che la Champions la gioca da anni come il Lipsia.

La nota stonata al termine di questa giornata è forse il Napoli. Vero è che gli azzurri si sono trovati davanti l'Arsenal, una delle tre squadre più forti in Europa, ma la sensazione in campo è stata che gli azzurri siano ancora un corpo estraneo al movimento che sta crescendo in Italia. Allegri ha provato a replicare la masterclass messa in mostra nel 2021 contro il Chelsea: allora la sua Juve uscì vittoriosa da Stanford Bridge di "corto muso", 0-1, chiudendosi e non lasciando occasioni ai Blues. Oggi però, anche alla luce delle tre sconfitte di fila raccolte contro Como, Inter e Gunners, il calcio di Max sembra superato: chi specula ormai non raccoglie più nulla.