Immaginate di aver preso la DeLorean di "Ritorno al futuro" proiettandovi all'oggi dopo essere partiti dall'Italia di dieci anni fa. Aprite il giornale e leggete che dopo la prima giornata il Como è l'unica squadra italiana ad aver vinto, Pensereste che c'è qualcosa che non quadra in tutto questo. Ma non basta. I lariani hanno travolto il Lipsia, squadra della galassia Red Bull, in cui giocano nazionali di vari Paesi. Non si sono limitati a vincere: hanno stravinto. Primo tempo dominato, piccola crisi dopo un'ora di gioco, poi ulteriore reazione e trionfo finale per 4-1. Vi verrebbe immediatamente voglia di vedere la registrazione della partita per capire se non sia una casualità. Vedreste che è tutto vero, che questo Como è una squadra straordinaria.
Certo, arrivando dalla realtà di dieci anni fa sarebbe difficile capire esattamente qual è la differenza tra il Como e molte squadre italiane. Il calcio è cambiato molto nel frattempo, i ritmi sono aumentati, i giocatori devono saper fare molte cose, non sono più degli specialisti monotematici. Non solo. I calciatori di oggi devono essere atleti, devono avere resistenza alla fatica ma anche velocità di base. Fa tutto parte del bagaglio tecnico e non solo di quello fisico. I ragazzi di Fabregas potrebbero eccellere anche in altri sport, ma che sotto la sua guida pratica un calcio di livello mondiale, non solo europeo. Lo stesso Nico Paz, che è il talento più puro di tutti, è capace di partecipare per novanta minuti a qualunque azione della squadra, comprese quelle difensive.
Scontato dire che il segreto numero uno di questo Como è Cesc Fabregas. La sua gioventù e la sua sapienza calcistica fanno la differenza, e che differenza. Anni e anni di lavoro hanno prodotto un sistema praticamente perfetto, che potrà consentire alla squadra lariana di giocarsela alla pari con quasi tutte le squadre migliori. Con quelle del livello del Lipsia, travolto come un gruppo di principianti, non c'è nemmeno bisogno di specificarlo: le può vincere tutte, Lo stesso vale per il campionato italiano, La vittoria di Napoli è stata significativa in questo senso, perché è arrivata in un momento di rodaggio.
Da una parte ci sono alcune stelle che molte squadre di alto livello invidiano: non solo Nico Paz, ma anche Baturina, Diao e Douvikas, così come Jacobo Ramon in difesa. Dall'altra, ovvero alle loro spalle, ci sono tantissime alternative per le quali vale esattamente lo stesso discorso: Perrone, Kean, Smolcic e Kempf sarebbero titolari in moltissime squadre e Fabregas può permettersi di considerarle alternative. Squadra senza limiti apparenti, pronta a giocarsela senza paura su qualsiasi campo, adeguata per organizzazione e mentalità alle competizioni internazionali. Un ottimo esempio per tutte le altre squadre italiane verrebbe da dire. Ma poi si va a studiare cosa c'è dietro e ci si rende conto che il lavoro per costruire qualcosa del genere è molto difficile da imitare.