L'ANALISI

La resurrezione di Mastantuono e la lucidità di Fagioli: la nuova Fiorentina nasce in Laguna

Il cambio in panchina fa bene alla Viola: unico difetto nel 4-2 di Venezia una difesa che prende sempre gol

di Matteo Dotto

Due perle mancine dopo la grande paura. Primi gol (tre, con il fortunoso rimpallo per il poker finale) e primi punti (tre) per la Fiorentina in quella Venezia che per due anni era stata il trampolino di lancio del Paolo Vanoli allenatore. Che a Venezia aveva anche giocato, in gioventù, ma che in Laguna aveva cominciato la sua carriera italiana da tecnico: con una salvezza da applausi subentrando a Javorcic e Soncin nel campionato 2022-23 e con la promozione in A la stagione successiva.

Dopo aver dominato la fase iniziale, la Viola al Penzo ha intravisto i fantasmi con il gol di Adams. Ma ci ha messo due-minuti-due Franquito Mastantuono a scacciare la paura: prima del suo uno-due di sinistro, il talento ex River aveva già deliziato la platea con un paio di assist mal sfruttati dai compagni. La notizia della serata veneziana è ovviamente la resurrezione di Mastantuono, anzi, la sua "nascita" italiana. Non segnava da quasi 8 mesi il classe 2007 argentino: l'ultima firma sul tabellino dei marcatori l'aveva apposta in Champions nel 6-1 del Real Madrid sul Monaco, roba datata 20 gennaio. E in carriera non aveva mai segnato una tripletta: con quella in Laguna, a 19 anni e 28 giorni, diventa il giocatore straniero più giovane ad aver mai segnato tre reti in una partita di Serie A.

Non sono stati mesi facili per Mastantuono. Prima, il "taglio" di Scaloni dai 26 mundialisti, poi quello di Mourinho che lo scarica in prestito alla Fiorentina. L'entusiasmo iniziale di Firenze e l'illusorio trionfo in Coppa con esordio assoluto in viola nel 4-1 al Benevento sembravano i prodromi di una stagione trionfale. Invece dopo quell'afoso 14 agosto (giorno tra l'altro del 19esimo compleanno di Mastantuono) sarebbero venute tre sconfitte di fila in campionato, di cui le ultime due al Franchi con fischi e insulti al posto di applausi e cori. Pare che Grosso - cacciato dopo le prime deludenti tre giornate - non fosse stato entusiasta dell'arrivo dell'argentino da Madrid preferendogli un centrocampista più di sostanza. Chissà. Certo che nella sfida contro il Torino di sabato scorso aveva fatto rumore il mancato rientro del 30 viola in campo nella ripresa (al suo posto Gnonto).

E così molti temevano che Mastantuono, più che il nuovo Nico Paz, potesse essere un grande bluff. La tripletta di Venezia regala invece fiducia al giovane argentino e ritrovato entusiasmo alla tifoseria viola. Vanoli se lo coccola, come anche si coccola un Fagioli di nuovo tirato a lucido (suo l'assist per il terzo gol, ma soprattutto una regia sempre ispirata condita da tanta grinta) e un Pellegrino che dopo la rete al Torino (con la complicità del portiere Perri) fa il bis, ancora una volta di piede, lui che lo scorso anno a Parma sembrava solo capace di segnare di testa. Meglio lui di Beto, meglio la Viola di Vanoli di quella targata Grosso. Ancora un po' da registrare la difesa che nelle prime cinque uscite stagionali ha sempre incassato reti (con i due di Venezia sono 12 in tutto tra campionato e coppa). Ma la strada sembra quella giusta...