TRAILRUNNING

Ortles Haute Route Trail: Pereyra e Sibona firmano una prima... con i fiocchi

Prima edizione all'insegna delle... quattro stagioni per l'evento ideato da Marco De Gasperi

di Stefano Gatti
© Giacomo Meneghello

© Giacomo Meneghello

Sergio Gustavo Pereyra e Guendalina Sibona entrano nella storia come vincitori della prima edizione di Ortles Haute Route Trail, sulle montagne dell'Alta Valtellina. L’argentino del Team VJ-Nortec ha dominato in campo maschile la prova clou da 120 chilometri e 9000 metri di dislivello positivo, mentre in gara donne la trailrunner e scrittrice milanese ha costruito il proprio successo nella seconda parte di una gara combattuta e ricca di colpi di scena. Una prima edizione con campo base a Bormio che ha promosso a pieni voti il nuovo progetto ideato da Marco De Gasperi: oltre 550 concorrenti da diciotto nazioni sulle tre distanze e un tracciato dal forte carattere alpino nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio.

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NEVE, SOLE E COLORI D’AUTUNNO: CHE SPETTACOLO

A rendere ancora più suggestiva questa prima assoluta è stata la montagna. Pioggia e neve in quota cadute nei giorni precedenti hanno regalato scenari quasi epici, con le cime imbiancate a fare da sfondo al passaggio degli atleti. Venerdì l’alternanza di sole e nubi ha accompagnato la 120 km, mentre sabato cielo terso e primi colori autunnali hanno offerto una cornice ideale alle due prove più brevi. Condizioni che hanno esaltato anche il grande valore fotografico e paesaggistico di un percorso disegnato attorno al massiccio dell’Ortles, tra Lombardia e Alto Adige.  

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OLTRE 550 ATLETI PER UN’EDIZIONE VOLUTAMENTE A NUMERO CHIUSO 

Il primo dato che premia gli organizzatori è quello della partecipazione: oltre 550 iscritti complessivi, circa duecento dei quali sulla 120km, nonostante la scelta precisa di calmierare i pettorali per mettere alla prova la macchina organizzativa prima di pensare a numeri superiori. Una partecipazione resa ancora più significativa dalla presenza di atleti stranieri e da una quota femminile attestata intorno al 23%, numeri che hanno dato sin dalla prima edizione una dimensione internazionale all’evento.  

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PEREYRA, UNA CAVALCATA LUNGA 120 CHILOMETRI

 Sulla distanza maggiore di OHR Trail Sergio Gustavo Pereyra non ha avuto rivali. L’argentino ha preso subito il comando delle operazioni fin dal via di venerdì 11 settembre e non lo ha più lasciato fino al ritorno a Bormio, chiudendo l'anello in diciassette ore, 19 minuti e 10 secondi, performance di primissimo livello su un percorso che proponeva 9000 metri di dislivello positivo, tre passaggi oltre i tremila metri di quota e l’attraversamento di un ghiacciaio. Dopo VUT Valmalenco Ultradistance Trail l'ultimo weekend dello scorso mese di luglio e Valgrosina Trail due settimane più tardi, Pereyra completa così la sua tripletta estiva sulle montagne della Media e dell'Alta Valtellina nello spazio di sette sole settimane. Alle sue spalle ottima prova di Gabriele Orazi (Ultrabericus Team ASD), secondo con un ritardo vicino all'ora e mezza (una, 29 minuti e due secondi), mentre il trailrunner indipendente Marco Nuti ha completato il podio chiudendo il giro in venti ore, due minuti e 26 secondi.  

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SIBONA VINCE UNA GARA RICCA DI COLPI DI SCENA

Decisamente più incerta la prova femminile. Per buona parte della giornata di venerdì era stata la local Laura Besseghini a dettare i tempi, prima di essere costretta ad alzare bandiera bianca per un problema fisico. Da quel momento è salita in cattedra Guendalina Sibona, capace di prendere in mano la gara e presentarsi vincitrice a Bormio con un tempo finale di 29 minuti e otto secondi al di là del doppio giro d'orologio, scalando fino alla venticinquesima casella una classifica finisher da 123 effettivi. Alle sue spalle della solidissima milanese la battaglia per i restanti gradini del podio è rimasta aperta sino alle battute conclusive. Dopo oltre cento chilometri di gara - al passaggio sul Passo dello Stelvio - tre atlete si sono ritrovate praticamente insieme alla base vita e sono stati gli ultimi venti chilometri a... dirimere la questione. Giorgia Nichetti ha conquistato la seconda piazza (trentaseiesima)con un ritardo simile a quello che ha separato le prime due posizioni in gara uomini (un'ora, 23 minuti e 40 secondi). Jenny Andreola del GS Castionetta ASD ha poi chiuso i giochi del podio in ventisei ore, nove minuti e 16 secondi (trentottesima).

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NILSSON E SCHWEIGKOFLER SULLA RAETHIA TRAIL

Sabato 12 settembre, spazio dalla mattinata alla più "umana" Raethia Trail da 35 chilometri e 2000 metri di dislivello positivo. Tra gli uomini lo svedese Martin Nilsson di IFK Umea (spesso e volentieri protagonista in Italia e in ogni stagione) ha confermato le attese imponendosi con un ottimo tempo finale di misura dalla parte giusta del muro delle tre ore di gara: due, 59 minuti e 24 secondi. Piazza d’onore per Luca Cagnati di Atletica Valli Bergamasche Leffe con un ritardo di diciotto minuti e 50 secondi, gradino finale del podio per il trailrunner libero Simone Compagnoni terzo in tre ore, 20 minuti e 52 secondi.

© Giacomo Meneghello

Tra le donne la spunta Andrea Schweigkofler (Sportclub Merano) che chiude l'anello in tre ore, 39 minuti e 36 secondi, entrando addirittura nella top five assoluta: quinta di 196 finishers. Secondo posto per Martina De Silvestro (Atletica Comelico) che incassa un ritardo di sette minuti e 12 secondi dalla vincitrice ma entra nella top ten assoluta (nona9 prevale per dieci minuti e otto secondi su Lucia Forte di Runners Team Zanè (quattordicesima). 

© Phil Gale

BONGIO E OCCHI FIRMANO LA SHORT TRAIL

Nella prova d'ingresso - la veloce OHR Short Trail da 12 chilometri e 600 metri di dislivello positivo - Francesco Bongio del GS Orobie vince gara uomini in 53 minuti e 52 secondi, seguito sul traguardo ad un minuto e 40 secondi dal local Luca Bradanini (US Bormiese Atletica), mentre l'elvetico Pascal Egli chiude il podio in 59 minuti e 30 secondi.

© Phil Gale

In campo femminile gradino alto del podio per l'altra local Anna Occhi (US Bormiese Atletica) con il tempo finale di un'ora, otto minuti e nove secondi che le vale la tredicesima piazza su 83 finishers davanti a Sara De Lorenzi (staccata di quattro minuti e 45 secondi, ventesima) che regala un altro podio all'US Bormiese. Terza piazza per Virginia Ortalli (US San Maurizio) ventunesima assoluta in un'ora, 14 minuti e nove secondi.    

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UNA PRIMA CHE PROMETTE BENE 

Il bilancio del debutto è decisamente positivo. Ortles Haute Route Trail ha dimostrato sul campo di avere un grandissimo potenziale, sia dal punto di vista sportivo sia per la qualità e l’unicità dei territori attraversati. Molto positivi anche i primi feedback arrivati dagli atleti, chiamati a confrontarsi con un’Alta Via vera, tecnica, severa e spettacolare. Il primo importante esame è superato: il progetto immaginato da Marco De Gasperi è diventato realtà e ha mostrato di avere tutte le carte in regola per crescere. Una cosa, dopo questo primo weekend di gara, appare già evidente: Ortles Haute Route Trail ha il potenziale per diventare una super classica di fine estate. A tirare le somme di Ortles Haute Route Trail 2026 (con un occhio già al futuro) è lo stesso De Gasperi.

"Siamo davvero molto felici. Come in ogni prima edizione, sono emersi tanti aspetti positivi e anche qualche dettaglio da calibrare in vista del futuro. Mi ha fatto particolarmente piacere vedere come questa gara sia riuscita a unire non soltanto i comuni della mia valle, ma anche quelli del vicino Alto Adige, legando due regioni attraverso un unico fil rouge. Straordinaria è stata poi la risposta dei volontari: tanti, tantissimi e sempre disponibili. Anche i commenti dei concorrenti sono stati unanimi: percorso bellissimo e un grazie di cuore ai volontari per la loro passione e disponibilità. Ora ci godiamo questo successo, prendiamo nota di ciò che può essere migliorato e iniziamo già a lavorare con l’obiettivo di crescere ulteriormente. L’appuntamento è al prossimo anno, con la volontà di proporre una gara ancora più bella".

© Giacomo Meneghello