KIMI ANTONELLI: VOTO 7
Una coppa del vincitore meno brillante del solito ma non è certo colpa sua. Kimi vince "con lo sconto" incamerando venticinque punti che spalancano la porta verso il titolo iridato. Primo giro a vena chiusa, con la necessità di restituire due volte la prima posizione a Norris, poi una cinquantina di giri in modalità crociera, facendo l'elastico con il leader effimero Leclerc. Un eserciuzio di pazienza che entra nel suo sempre più vasto repertorio.
LANDO NORRIS: VOTO 9
Dopo una pole cinque stelle, il campione del mondo in carica sembra avviato alla terza vittoria nelle ultime quattro gare ma il tempismo (del suo box) non è all'altezza di quello della diretta concorrenza. Lando insegue come un forsennato e tenta di azzannare Verstappen alle caviglie ma si tratta di missione impossibile. VOTO 4 al suo compagno di colori (ben più sbiaditi) OSCAR PIASTRI. Prestazione difficile da commentare, quella del pilota australiano: infatti ci asteniamo.
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CHARLES LECLERC: VOTO 6,5
Si ritrova al comando senza colpo ferire e prova a starci sperando nel miracolo, inseguito da Antonelli che non ha la minima intenzione (e la necessità) di ingaggiarlo. Ad un certo punto, in presa a crisi di identità, citofona ai suoi per chiedere istruzioni sul da farsi. Se non altro, Charles ritrova un po' di serenità dopo i malumori monzesi (e la gran botta). Anche perché il gemello rosso stavolta ha fatto cilecca.
LEWIS HAMILTON: SENZA VOTO
Un fine settimana da "vorrei ma non posso" - sia in prova che in gara - per sir Lewis. Un weekend delle occasioni mancate che spazza via le residue speranze nella corsa al titolo. Verstappen lo spintona via alla prima esse, poi i freni lo mollano ed è meglio mettere la freccia verso i box per non peggiorare la situazione e fare danni.
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LANCE STROLL: VOTO 3
Cosa ci faccio qui? Parte ultimo come al solito e - là dove Hamilton va ugualmente lungo ma la rimette dritta con un testacoda controllato - l'ineffabile Lance pianta tristemente la sua Aston Martin, provocando la Virtual Safety Car che cambia faccia (e vincitore) al Gran Premio di Spagna: per il canadese è l'unico modo di "giustificare" la sua presenza tra i magnifici ventidue (beh, nn proprio tutti magnifici) della griglia.PS: appioppandogli un bel tre siamo stati di manica parecchio larga.
GEORGE RUSSELL: VOTO 5
Missing in action o poco ci manca. A Monza ha alzato bandiera bianca, al Madring ad un certo punto è arrivato a dispensare via radio ai suoi istruzioni per dare una mano ad Antonelli, che non ne ha certo bisogno. George, un pilota alla deriva. A quando un minimo di riscatto?
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MAX VERSTAPPEN: VOTO 8
Dicono quelli bravi che se non avesse frenato fin quasi a fermarsi per cedere la posizione a Hamilton (dando strada anche ad Antonelli, è questo il punto) avrebbe addirittura potuto dire la sua per la vittoria. Sottoscriviamo la teoria e anche un bell'otto in pagella. SuperMax raramente sbaglia un colpo. Da manuale la sua difesa catenacciara su Norris nel finale, anche se per un mastino come lui non era difficilissimo su un tracciato come quello madrileno.
MADRING: VOTO 5 all'impianto madrileno. Di una pista così non si sentiva la mancanza: stretta, incassata tra i padiglioni di un quartiere fieristico, contraddistinta da una sopraelevata Monumental che paragonare a Indianapolis è un affronto (per Indy, ovviamente), palesemente fuori contesto e studiata solo per costruirci intorno uno stadio. Ma le tribune erano piene e anche le casse di Formula 1 e promoter, quindi non sprechiamo altro tempo.
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