L'ANALISI

Verso Roma-Inter: i nerazzurri hanno 5 giorni per guarire le loro amnesie

Ovviamente non è solo colpa della difesa, ma Chivu deve correre immediatamente ai ripari

di Enzo Palladini

Tu chiamala, se vuoi, presunzione. Se invece non si vuole arrivare a istruire un processo alle intenzioni, si può parlare di distrazione, o di amnesie. Qualcosa che non va, in questa Inter, c'è. Ha subito 7 gol nelle ultime tre partite, tre occasioni in cui si è trovata in svantaggio per 2-0 prima di organizzare una reazione furiosa che in due casi su tre (Napoli e Udinese) ha portato alla vittoria, mentre non è stata sufficiente per rimontare il Real Madrid del realista Mourinho. Giustificabili - fino a un certo punto - le difficoltà delle partite contro Napoli e Real, molto meno quelle contro l'Udinese. 

Il comune denominatore di questi gol subiti è l'errore. In alcuni casi individuale (Josep Martinez sul gol di Valverde a Madrid), in altri collettivo (gol di Abankwah dell'Udinese e non solo). In generale, l'Inter concede ampi spazi agli avversari soprattutto nelle prima parte delle gare (nel caso del Napoli, la prima metà del secondo tempo). Chivu ha fatto ruotare finora tutti i difensori centrali, ma non è ancora riuscito a trovare l'assetto ideale. Finora il più affidabile è apparso Bastoni, mentre Akanji ha sofferto di qualche amnesia nelle varie partite, Bisseck ha un concorso di colpa nel primo gol del Real Madrid, Stones ha giocato la prima partita da titolare contro l'Udinese, ha fatto fatica contro Davis e poi è uscito con problemi muscolari. Ma si sapeva che il fattore fisico è da sempre il suo limite. Con il senno di poi, viene da ripensare alla trattativa (giunta a un passo dalla chiusura positiva) per il "Cuti" Romero, forse le sue doti di leadership sarebbero state utili. 

Certo, quando l'Inter sprigiona tutto il suo potenziale offensivo, è difficile arginarla. Contro l'Udinese, Lautaro Martinez non ha giocato nemmeno un minuto per non sovraccaricarsi, dopo l'intensissimo inizio di stagione. Hanno giocato e segnato gli altri tre: Thuram, Pio Esposito e Bonny. Se proprio bisogna trovare qualche imperfezione nella formazione iniziale schierata da Chivu, l'idea di affrontare un centrocampo dinamico come quello friulano utilizzando contemporaneamente Zielinski e Mkhitaryan (abbondantemente ultratrentenni) forse meriterebbe qualche riflessione per il futuro. 

Lavorare sulle distrazioni, dunque. Cercare di capire se davvero sono originate da un po' di presunzione e supponenza, dal pensiero (sbagliato) che porta a dire "Siamo l'Inter, in qualche modo la raddrizziamo". Non è sempre così, a Madrid la reazione non è stata sufficiente, contro il Napoli il gol della vittoria è arrivato all'ultimo respiro dei minuti di recupero. Adesso c'è la Roma, una squadra che non perdona e che non rischia di farsi riprendere in maniera quasi facile come è successo all'Udinese. Gasperini gioca "uomo su uono", non perdona la minima disattenzione individuale, ha un centravanti come Malen che sfrutta ogni millimetro. Sabato 19 settembre arriva già la prima vera svolta di questo campionato e sarà più facile capire chi ha la percentuale più alta di speranze scudetto.