VERSO JUVENTUS-NEC

Il carro di Kolo Muani e la ricerca di equilibrio: Spalletti ha due partite per tenersi la Juve

Contro Nec e Atalanta il tecnico bianconero deve svoltare la stagione. Altrimenti...

Sul carro di Kolo Muani, parole sue, c'è rimasto solo lui che, però, adesso rischia di finire già dal carro insieme al suo centravanti. Luciano Spalletti, nonostante le rassicurazioni arrivate via Carnevali ("Non intendiamo cambiare"), è di fronte al più classico dei bivi stagionali: vincere per rimanere in sella ed evitare ribaltoni inattesi. E allora, tra la prima di Europa League contro il Nec giovedì e la sfida all'Atalanta di Maurizio Sarri, Lucianone deve assolutamente trovare la soluzione giusta per restituire equilibrio alla sua squadra e tornare alla vittoria. Magari partendo da un cambio di modulo.

Già, perché nei pensieri del tecnico bianconero c'è anche questo. L'assenza di Locatelli, equilibratore per eccellenza, ha sguarnito un centrocampo che, a due, ha mostrato palesi difficoltà contro squadre dinamiche come il Sassuolo e, appunto, Nec e Atalanta. L'idea dunque sarebbe quella di aggiungere un uomo nel mezzo passando al 4-3-3 o mantenendo l'attuale 4-2-3-1 sfruttando però il ruolo ibrido di McKennie, al rientro, tra trequarti e mediana. Insomma, usare lo statunitense da pendolo rinunciando, magari, alla trequarti tutta fantasia con Alejbegovic

Dando per scontata la presenza di Douglas Luiz, a centrocampo dovrebbe trovare spazio Sarr con, appunto, l'aiuto in fase di ripiegamento di McKennie. Davanti oggi sembra destinato a un posto da titolare ancora Kolo Muani ma il suo carro va svuotandosi e l'occasione potrebbe anche essere l'ultima. Salvo pensare, e non è escluso, che in fondo il francese sia l'unico centravanti vero in rosa e che Woltemade, nonostante il fisico da corazziere, sia poco adatto a ricoprire quel ruolo. Di certo, però, le chance di Kolo si stanno esaurendo. Servono i suoi gol e serve, soprattutto, una prestazione convincente. Altrimenti cambiare diventerà una necessità.

Cambiare, certo. Perché al di là delle parole di Carnevali, anche la posizione di Spalletti non è delle più solide. Un po' perché i risultati parlano chiaro e, inutile sottolinearlo, non sono graditi alla proprietà. E un po' perché, come ogni santa stagione, l'ombra di Antonio Conte, reclamato a gran voce dai tifosi, si allunga di partita in partita su Luciano. Nec e Atalanta ci diranno di più. Ma con il campionato che si fa già in salita, attenzione a non partire con il piede sbagliato anche in Europa.