
Spalletti ribalta la sua Juve: pronto il 3-4-2-1 e spazio al doppio centravanti
Il tecnico bianconero tentato dalla difesa a tre per dare più sostanza al centrocampo. McKennie può essere la chiave, ma l'Atalanta...

Squadra che perde si cambia e allora, con l'ombra di Conte che si allunga sulla sua panchina, Luciano Spalletti si prepara al debutto stagionale in Europa League dando un bello scossone alla sua formazione. A convincere il tecnico bianconero che un cambio sia necessario sono state essenzialmente due cose: la prima è che, senza Locatelli, la sua Juve si è scoperta fragile in mezzo al campo e ha quindi bisogno di maggiore sostanza. La seconda è che i recuperi di Cambiaso e McKennie - sul secondo si deciderà oggi se rischiarlo dall'inizio o tenerlo per l'Atalanta, altra gara chiave della stagione - permettono maggiori variazioni tattiche e consigliano un ritorno alla difesa a tre con un centrocampo più folto e che dia ampiezza.
E dalla difesa a tre bisogna partire. Contro gli olandesi del Nec potrebbe rifiatare Bremer, non brillantissimo contro il Sassuolo, e fare spazio a Gatti, al contrario ancora carico per il gol al Milan di due settimane fa. L'assenza di Kelly per squalifica elimina ogni altro dubbio: Kalulu braccetto di destra, Lucumì braccetto di sinistra. In mezzo al campo ci saranno sicuramente Douglas Luiz e Sarr, mentre sulle fasce giocheranno Celik a destra e Cambiaso a sinistra.
Davanti non è un rebus, ma regna l'incertezza. Nonostante le prove negative, Kolo Muani dovrebbe restare al suo posto anche se potrebbe arretrare di qualche metro per lasciare il ruolo di centravanti puro a Woltemade. L'ultimo tassello è Nico Gonzalez, con Conceiçao pronto a subentrare in corsa e, appunto, con l'incertezza McKennie. Se Spalletti dovesse decidere di buttare subito nella mischia lo statunitense il suo compito sarebbe quello di agire da pendolo tra la trequarti, in fase di possesso, con inserimenti in area sempre graditi, e la mediana, per dare maggiore copertura in fase difensiva. Ma all'orizzonte c'è l'Atalanta dell'ex Maurizio Sarri, una gara che per centomila motivi la Juve non può fallire. E allora forse regnerà la prudenza che fa rima con pazienza e rimanda all'umore del popolo juventino e di Elkann. La loro, con i social che esplodono, è finita: Spalletti ha due partite da vincere e basta. Alternative non ce ne sono.