"Da sola sto bene. Con gli altri, invece, mi sono sempre sentita sola". Comincia così, con una confessione che è già un atto di coraggio, Aliena (Maretti Editore), il libro autobiografico con cui Giulia Staccioli, una delle voci più originali della danza contemporanea, celebra i trent'anni dalla fondazione della sua compagnia, Kataklò Athletic Dance Theatre.
Di origini toscane, Giulia nasce in Sardegna nel 1964 e cresce a Cagliari con i nonni materni, mentre i genitori — il famoso scultore Mauro Staccioli e Silvana, donna "forte e inquieta" — cercano a Milano di ricomporre un amore difficile. Con il trasferimento nel capoluogo lombardo, a soli cinque anni, sfuma anche il sogno della danza classica, appena scoperta e subito negata dalla madre. A Milano, con un marcato accento toscano e senza essere stata battezzata, Giulia si sente per la prima volta "diversa", un sentimento di estraneità che l'accompagnerà per tutta la vita e che darà il titolo al libro.
Nello stesso periodo, la casa dei genitori diventa un crocevia di artisti — Emilio Tadini, Enzo Mari, Lea Vergine, Alik Cavaliere — e la piccola Giulia cresce respirando un rapporto osmotico con l'arte contemporanea. Nel 1976 si iscrive a un corso di ginnastica ritmica, disciplina allora agli esordi in Italia: nonostante gli infortuni e un ambiente sportivo non sempre capace di proteggerla, arriva a due finali olimpiche, a Los Angeles nel 1984 e a Seoul nel 1988, dove conosce il futuro marito, il pallavolista della Nazionale Andrea Zorzi.
Conclusa la carriera agonistica, Giulia si trasferisce a New York, dove lavora con maestri come Martha Graham, Merce Cunningham, Katherine Dunham e, soprattutto, Alvin Ailey. Il momento di svolta arriva nel 1992: assistendo a uno spettacolo della compagnia americana Momix, incontra il suo mentore, Moses Pendleton, e supera l'audizione che le cambierà la vita. Entra così a far parte della compagnia americana, con cui gira il mondo in tournée per tre anni. È da questa esperienza che nel 1995 nasce il progetto di Kataklò Athletic Dance Theatre — dal greco antico "io ballo piegandomi e contorcendomi" — che fa della sperimentazione sul corpo, inteso come materia plasmabile, il proprio linguaggio identitario, portando la danza italiana nei teatri di tutto il mondo e firmando, tra i momenti più alti, la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici invernali di Torino 2006.
Nel 2025 "Aliena" è stato il titolo dello spettacolo con cui Kataklò ha festeggiato il proprio trentennale. Ma è solo nel libro omonimo che, per la prima volta, Giulia racconta sé stessa senza filtri: la scoperta, a quarantacinque anni, di una vita segreta portata avanti dal padre per oltre un decennio; le molestie subite in ambito sportivo, taciute per anni per paura di non essere creduta; la maternità vissuta tra sensi di colpa e voglia di emancipazione; la malattia e la perdita di entrambi i genitori, in un dialogo che si riapre solo quando sembrava ormai perduto per sempre.
"C’è una tristezza di fondo legata alla paura di uscire dalle righe", scrive Giulia nel capitolo che dà il titolo al libro: una tristezza che oggi, a sessant’anni, ha imparato a trasformare, arrivando a rivendicare il proprio essere "un’irregolare della danza contemporanea".
"Aliena" è il racconto onesto e senza filtri di cadute, risalite, relazioni familiari complesse e scelte controcorrente: la testimonianza di come una condizione vissuta a lungo come marginalità — non sentirsi mai del tutto «al posto giusto» — possa trasformarsi in una sorgente di forza creativa. Un tema, quello dell'identità e dell'accettazione di sé, che parla in modo diretto al pubblico di oggi.
SCHEDA TECNICA
Titolo: Aliena
Autore: Giulia Staccioli - a cura di Francesca Interlenghi
Casa Editrice: Maretti Editore
Collana: Teatro
Data di uscita: 25 settembre 2026
ISBN: 978-88-9397-114-0
Pagine: 144
Formato: 15 x 24 cm
Rilegatura: filo refe
Copertina: con bandelle
Lingua: Italiano
Prezzo: 20 euro
© Ufficio Stampa