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Sandro Mazzola, le migliori citazioni: "L'Inter mi ha salvato", il "mona" di Rocco e il retroscena di Meazza

Le frasi più iconiche dell'ex calciatore e dirigente dell'Inter: "Io e Rivera? Cosa si è persa la Nazionale..."

Un grande calciatore, un grande dirigente: Sandro Mazzola ha vissuto il calcio a livelli altissimi sia davanti che dietro la scrivania, regalando quindi momenti indimenticabili sia col pallone che a... parole. Queste alcune delle sue citazioni più famose, a partire dagli anni all'Inter da calciatore per proseguire in Nazionale - in particolare ovviamente le frasi sul dualismo con Rivera - fino alla carriera da dirigente.

Sull'Inter
"Nerazzurro è nerazzurro, rimane dentro, non puoi tirarmelo fuori, non riesci, puoi fare qualunque cosa, rimane. Me ne levi un po'? E ricomincia da capo e ritorna grande come prima" (Inter Channel, 2017)
"Salvezza: è la squadra che mi ha salvato" (Gazzetta dello Sport, 2026)
"No. Il problema erano i ritiri; siccome eravamo sempre insieme, quando Herrera, che era un cerbero, ci lasciava liberi, ognuno tornava a casa. Ma in campo eravamo uniti, un gruppo di ferro. Una volta contro il Borussia Dortmund, per difendere Jair, cercai di picchiare due tedeschi che erano il doppio di me (alla domanda se fossero tutti amici nella Grande Inter, ndr)" (Corriere della Sera, 2012)

Il rapporto con Facchetti
"Io e il 'Facco' eravamo diversi, ma rivali mai. Quando Herrera mi diede la fascia, Giacinto era già capitano della Nazionale e forse ci rimase male. Per qualche giorno ci fu tensione, poi restammo soli, parlammo e ci abbracciammo. Fuori ci frequentavamo poco, ma allora si correva dalle famiglie..." (Gazzetta dello Sport, 2026)

Sui derby col Milan
In un derby Mazzola segnò al primo minuto, ed esultò davanti a Nereo Rocco urlando: "Ciao, Paròn!". Il tecnico del Milan poi gli mise Trapattoni a uomo, e a quel punto Mazzola non toccò più palla. Alla fine Rocco gli mormorò: "Ciao, mona!" (Corriere della Sera, 2020)
"A quei tempi non potevi neanche camminare in città con uno del Milan" (Inter Channel, 2016)

La rivalità con la Juve
"Juve? Non capisco, cosa vuol dire questa parola?" (Repubblica, 2025)
"Inter e Juve sono il calcio italiano, le squadre più grandi: mi dispiace per gli altri ma non ce n'è" (Repubblica, 2025)

Meazza allenatore ai tempi della Primavera Inter
"Per noi era una specie di dio del calcio: sembrava che accarezzasse il pallone e invece tirava delle botte a cento all’ora" (La Gazzetta dello Sport, 2017)
Prima di un derby: “Ragazzi, oggi vi chiedo molto. Dovete sapere che ho una macchia nera sulla coscienza, e voi dovete aiutarmi...”. Ci guardiamo tutti: Gesù, cosa ci dovrà dire adesso? “L’ho fatto perché ne avevo bisogno, lo so che non va bene, però... Sì, ho giocato qualche partita con il Milan! Questa macchia va cancellata: oggi dovete vincere per me...” (Gazzetta dello Sport, 2017)

Sull'addio all'Inter deciso da Ernesto Pellegrini
"Penso che ci fosse posto per tutti nell’Inter. Il presidente non ha voluto cambiare di una virgola la sua posizione e io non me la sono sentita di vedere diminuite le mie responsabilità. Nella vita si va avanti, non indietro" (L'Unità, 1984)

Il mancato acquisto di Platini
"Platini a un passo? Si si, ho ancora qui il contratto, le frontiere non si aprirono e l’anno dopo aveva dei problemi il presidente con l’azienda e il ministero". (Inter Channel, 2016)
"Platini aveva un contratto con l'Inter che gli avevo fatto io, di 6 anni. Il contratto prevedeva che lui sarebbe andato a giocare all'estero fino a che non avrebbero riaperto le frontiere. Il costo, al momento in cui lui sarebbe venuto, era di 80 milioni di lire, il contratto che gli aveva proposto il Nancy e quanto guadagnava. Cosa che si fece per circa 6 mesi. Poi (...) il presidente mi disse "Beh, beh, adesso basta pagare. Anzi fatti ridare i soldi." E difatti il francese ogni volta che lo incontro mi dice: "Mi devi ancora 50 milioni!". (Settimana Sportiva, 2009)

Il mancato acquisto di Falcao
"Anche Falcao fu vicino, ricordo quando andai a fargli firmare il contratto. Andai a Roma, ma non potevo andare né in aereo né in treno per non farmi beccare. Andai in macchina, macchina non mia. Partì con giubbotto e cappellaccio, al buio, ma trovare la strada a Roma fu un’impresa. Ebbi un grande alleato in questa cosa: la mamma di Falcao, che voleva venisse all’Inter perché la Roma non le aveva dato la tessera in tribuna. “Non ti meritano, vai con Sandro”, diceva” (Inter Channel, 2016)

L'acquisto di Ronaldo
"Ronnie non credevo fosse possibile. Poi quando vidi che aveva una clausola con una cifra mostruosa, con contratto già fatto dissi al presidente: “Andiamo dalle aziende a dire che abbiamo preso Ronaldo, vediamo cosa fanno. Abbiamo recuperato una marea di soldi. Alla fine ci abbiamo guadagnato" (Inter Channel, 2016)

Sulla Nazionale
"Pensavo a mio padre Valentino che quella maglia l’aveva indossata tante volte e con tanto onore (parlando del debutto in Azzurro, ndr)" (Corriere della Sera, 2023)
"I pomodori furono una delle cose più brutte della mia carriera (parlando del rientro in Italia dopo aver perso la finale del Mondiale 1970, ndr) (Inter Channel, 2016)

Sull'Europeo vinto nel 1968
"Le emozioni del ‘68? Del 1868, vorrete dire. Scherzi a parte, con questa battuta intendo affermare che era un altro calcio, lontano anni luce da quello di oggi. Ma, nonostante siano passati più di 50 anni, lo ricordo come un momento emozionante, che ha fatto la storia del nostro calcio" (Tgposte, 2021)
"Sono scappato due volte da un ritiro. Nel 1968 nacque mio figlio Sandro: dopo due femmine, aspettavo il maschio, ma Valcareggi negò il permesso. Così scappai a Milano e niente finale di andata dell’Europeo" (Gazzetta dello Sport, 2026)

Rivalità con Rivera
"Aveva un difetto grosso, la maglia, ma come giocatore… come te la dava lui pochi, No lasciamo stare: brutta maglia, tutto quello che vuoi, ma… Bulgarelli lo chiamava il Fighetta. Ma come dava la palla lui... Lui pallone d’oro e io no? Non lo vinsi perché non ebbi il voto dell’italiano: una cosa solo da italiani questa, e va beh… Arrivai secondo mi pare, ma non mi è dispiaciuto. Solo che prima della votazione mi dissero: “Non c’è problema, hai vinto tu”. E invece no” (Inter Channel, 2016)
"Io e Gianni eravamo compatibili. Non ci pestavamo i piedi. Chi lo diceva non sapeva di calcio. Il nostro dualismo faceva discutere i tifosi e vendere i giornali, ma coprivamo due fasce del campo differenti. Avremmo dovuto giocare di più insieme. Chissà quante vittorie ci siamo persi. E anche la Nazionale" (Corriere della Sera, 2023)

Sul Pallone d'Oro mancato nel 1971
"Non lo vinsi perché non ebbi il voto dell’italiano: una cosa solo da italiani questa, e va beh…" (Inter Channel, 2016)