
Lotito: "Tre anni di sofferenze, minacce anche a Natale. Ai tifosi chiedo scusa per alcune scelte"
Il presidente della Lazio dopo gli sviluppi delle indagini: "Mai denunciato nessuno, voglio solo continuare il mio lavoro. Il supporto di Cragnotti fa molto piacere"

Ora che le indagini portano ai primi riscontri concreti, Claudio Lotito può sfogarsi sulle sofferenze patite negli ultimi anni. Il presidente della Lazio si sente in qualche modo sollevato degli sviluppi dell'inchiesta giudiziaria che riguarda l'amministratore della Banca del Fucino, Francesco Maiolini, e altri indagati, per cui il reato profilato è manipolazione del mercato. Ovvero notizie false, campagne mediatiche create ad arte e pressioni per alterare il valore delle azioni della Lazio e portare lo stesso Lotito alla cessione del club.
In un'intervista al Corriere della Sera, il presidente biancoceleste chiarisce i contorni delle sue azioni: "Non ho mai fatto nomi e cognomi agli inquirenti. Ho presentato denunce contro ignoti, quei nomi sono venuti fuori dalle indagini. E se poi, come ho letto, questi signori vorranno adire le vie legali sono liberissimi di farlo. Ho denunciato tutto quello che ho subìto in questi tre anni e sofferto in silenzio, roba che neanche vi immaginate".
Lotito va poi nel dettaglio: "È stato un continuo, di giorno e di notte, anche a Natale, a Capodanno, alla Befana, la mia scorta lo sa bene perché tante volte sono stati loro ad ascoltare le chiamate. Rivendico con orgoglio, da senatore, di aver rinunciato all’immunità per far acquisire i miei tabulati telefonici dalla Procura di Roma. Nella storia di Palazzo Madama non siamo in tantissimi. Come rivendico pure di essere il presidente più longevo nella storia della Lazio. Vorrei solo continuare a fare bene il mio lavoro".
Come longevità, ha superato anche un predecessore illustre: "Volete sapere qual è la cosa che mi ha fatto più piacere ultimamente? Sono state le parole di Sergio Cragnotti, il presidente del secondo scudetto, sabato sera allo stadio Olimpico durante Lazio-Milan. Eravamo seduti quasi vicini e mi ha fatto i complimenti per la squadra allenata da Rino Gattuso".
Infine, le scuse alla tifoseria con la quale lo strappo è ancora evidente: "Chiedo scusa per una cosa di cui mi sento responsabile, per degli errori commessi, per esempio alcune scelte tecniche da me avallate in passato, non chiedetemi quali. Ai tifosi scrissi una lettera aperta (a giugno sul Messaggero, ndr) e può accadere che alcune mie dichiarazioni siano state interpretate in modo diverso. Continuerò a lavorare anche per migliorare quest’aspetto. Ma sappiano tutti che ogni scelta che compio è sempre orientata esclusivamente al bene della Lazio".