L'ANALISI

L'Inter cambia le regole della Serie A: la difesa è da metà classifica ma per Chivu non è un problema

Tanti i gol subiti nelle prime quattro: i nerazzurri devono registrare il reparto ma la lezione dell'anno scorso fa dormire sonni tranquilli

Una macchina quasi perfetta. L'Inter in questo avvio di stagione ha mostrato tutto il suo strapotere: qualità e lunghezza della rosa alla base del gap competitivo con le principali rivali di A. Per cercare il pelo nell'uovo però, anche i nerazzurri hanno mostrato qualche difetto in questi primi scampoli di stagione: il principale, la tenuta difensiva.

L'Inter nelle prime 4 partite di campionato ha subito 6 gol e soltanto una volta ha chiuso la partita con la porta inviolata. Numeri che ne fanno la dodicesima difesa del campionato. Un anno fa la situazione non era molto diversa, anzi. I nerazzurri allo stesso punto della stagione avevano incassato un gol in più e, soprattutto, avevano la metà dei punti. Una situazione di classifica e di campo che aveva spinto a riflessioni sulle reali possibilità di titolo dei nerazzurri soprattutto alla luce di un dato: negli ultimi 20 anni per 18 volte il tricolore era andato alla miglior difesa. Chivu e la sua Inter nella passata stagione hanno dimostrato che il nostro calcio sta cambiando anche sotto questo aspetto: i nerazzurri nel 25/26 si sono laureati campioni con il miglior attacco e la quinta difesa. 

Tutto fa pensare che anche quest'anno la strada possa essere la stessa: l'Inter può permettersi di andare sotto di due gol contro Napoli e Udinese perché consapevole di poter segnare tre gol a tutti. Certo, alla lunga è rischioso trovarsi costretti ogni volta a rimontare. Chivu però non sembra particolarmente preoccupato: il reparto si registrerà con le settimane e, soprattutto, tanti dei gol subiti sono frutto di errori individuali. La lezione dell'anno scorso è ancora fresca nella testa dei nerazzurri: l'attacco fa vendere i biglietti ma può farrti anche vincere lo scudetto.