L'ANALISI

Spalletti, la difesa a tre e il doppio centravanti sono esperimenti da ripetere contro squadre più forti

Tra i nuovi Alajbegovic è il più avanti nel processo di inserimento, mentre Sarr è arrugginito e ancora indietro

di Enzo Palladini
© Getty Images

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Tutto aiuta: una vittoria all'esordio in Europa League, il primo gol di Woltemade, il ritorno di Kolo Muani in versione bomber, le garanzie date dall'esordiente Grabara, gli zero gol presi nei novanta minuti contro il Nec Nimega. Tutto aiuta, ma per Spalletti il lavoro da fare è ancora moltissimo. Non sempre si incontrano squadre che concedono tutti questi spazi, non sempre si affrontano portieri che escono a vuoto come nelle partite della domenica mattina al parco. I gol e le vittorie però sono sempre una buona medicina per pensare con maggiore lucidità al prossimo impegno. 

Il cambio del modulo difensivo ha funzionato, i tre centrali Kalulu-Gatti-Lucumi non hanno quasi mai concesso occasioni agli avversari, se non un tiro di Lebreton all'inizio e qualche mezza mischia in area. Può essere una soluzione per il prossimo futuro? Può essere, ma il test non è attendibile al cento per cento. Spalletti dovrà considerare con grande attenzione quanti siano i benefici e quante le controindicazioni, se davvero vale la pena di togliere un centrocampista per mettere un centrale in più. La risposta può arrivare da una partita più indicativa, non da quella contro il Nec. Quindi il giudizio è: difesa a tre rimandata. O se preferiamo, rivedibile. 

Luci e ombre arrivano dall'impiego dei nuovi giocatori. Però c'è un segno "più" che rappresenta un segnale importante per i bianconeri: si chiama Alajbegovic. La sua è stata una progressione, dalle prime timide apparizioni in questa squadra alle buone partite contro Milan e Sassuolo, fino al gol e alle giocate spettacolari contro il Nec. Quindi: Alajbegovic promosso. Il processo contrario è stato quello di Celik. In agosto, appena arrivato dalla Roma, andava come un treno. Corsa e continuità. Ma giocava a destra. Poi si è dovuto spostare a sinistra e c'è stato un calo. Nella prima ora contro il Nec è tornato a destra, ma senza grandi scossoni se non il gol del 4-0 da un metro. Giudizio: rivedibile con ottimismo

Il lavoro più complicato da fare è quello su Sarr, che non sembra ancora in grado di seguire alla perfezione le indicazioni di Spalletti. Un po' arrugginito da un lungo periodo in cui non giocava titolare, almeno ha lasciato la sua impronta sulla partita mettendo la palla in verticale da cui è nato il secondo gol bianconero. Giudizio: rimandato ma non bocciato. Piccoli sprazzi di vero Woltemade e un rigore segnato con freddezza suggeriscono che il tedesco merita fiducia, magari provando qualche volta a farlo giocare in coppia con Kolo Muani, come è successo per uno spezzone di partita. Il francese ha messo in mostra uno spunto sulla sinistra concluso con un assist per Celik che vale quasi una promozione. Giudizio, quindi: Woltemade e Kolo Muani quasi promossi singolarmente, da rivedere insieme

Nico Gonzalez e Douglas Luiz non sono giocatori nuovi a tutti gli effetti, sono tornati da prestiti e sono tornati bene, con più continuità nei novanta minuti di una partita, con cognizione di quello che fanno in campo. Il giudizio è: promossi. Poi c'è Grabara, che ha esordito nella Juve non ha preso gol, non ha quasi effettuato parate (se non un paio facili), ma ha contribuito con un assist che ha portato al gol di Nico Gonzalez. Anche per lui il giudizio è: praticamente promosso. Ma sarebbe bello vederlo parare.