
Milan, Cardinale conferma la fiducia ad Amorim: ma serve invertire la rotta
Nel confronto di ieri il patron rossonero ha garantito sostegno all'allenatore anche dopo il brutto ko in Europa, ora serve una risposta immediata

L'esordio in Europa League, coinciso con la sconfitta casalinga contro il Benfica a San Siro davanti a 65mila spettatori, ha lasciato un forte senso di amarezza tra i tifosi del Milan e ai vertici del club. Tra i delusi c'è anche il proprietario rossonero, Gerry Cardinale, che ha seguito il match da New York in attesa di rientrare in Italia per assistere alla sfida di campionato contro il Lecce. Nonostante le aspettative elevate e gli investimenti estivi importanti, la dirigenza ha tuttavia chiarito che non si tratta di una crisi, bensì di una fase di riflessione volta a ritrovare il cambio di rotta necessario.
Il patto Amorim-società -
La panchina di Ruben Amorim resta salda. Scelto in estate da Cardinale per la sua visione di calcio dominante, aggressivo e votato al controllo del gioco, il tecnico portoghese gode della totale stima e del supporto della proprietà. Fortemente legato al Milan da un contratto pluriennale (fino al 30 giugno 2029 con opzione al 2030 e un ingaggio tra i 4 e i 5 milioni a stagione), Amorim rappresenta il pilastro di un progetto a lungo termine.
Dopo il ko europeo, il confronto diretto con la dirigenza si è svolto senza drammi. Consapevole delle difficoltà e dei recenti passaggi a vuoto – che includono i pareggi in campionato contro Juventus e Lazio e alcune prestazioni altalenanti, caratterizzate da frequenti cambi di formazione e polemiche sulle dichiarazioni post-partita – l'allenatore ha trascorso la notte a Milanello, per riflettere e ricompattare l'ambiente. L'obiettivo primario di Amorim è fare da scudo alla squadra e isolarla dalle critiche esterne, smorzando la tensione e il nervosismo emersi in campo.
Le scelte per il riscatto -
Per invertire la rotta e ritrovare la brillantezza ammirata nelle prime vittorie contro Torino e Venezia, il Milan dovrà correggere alcuni aspetti tattici, puntando su una maggiore stabilità difensiva ed equilibrio senza rinunciare ai propri principi di gioco. A partire dalla delicata sfida di campionato contro il Lecce, il tecnico medita di ricorrere a forze fresche e di maggiore esperienza, con il probabile ritorno dal primo minuto di giocatori chiave come Adrien Rabiot e Christian Pulisic, chiamati a dare maggiore personalità e qualità alla manovra.
Il calendario, del resto, non concederà tregua: tra la sosta di ottobre e quella di novembre i rossoneri affronteranno un ciclo di nove partite fittissimo tra Serie A ed Europa League. Come lo stesso Amorim ha ribadito, il tempo per la rivoluzione "si compra vincendo le partite": la prima occasione utile per scacciare i dubbi e restituire serenità all'ambiente sarà proprio il match di San Siro contro il Lecce.