"Questa Lazio ha un gioco oltre che carattere? Forse qualcuno si dimentica ciò che è stato fatto al Napoli e al Milan, non sono andato in Champions con 77 punti e se avessimo vinto l'ultima partita col Verona saremmo stati secondi. Quella squadra giocava un gran calcio come il Milan, ma io sono schiavo del mio personaggio da calciatore. Questo è un altro lavoro, quando ti battezzano Ringhio è normale, ma io faccio questo lavoro con passione ed è un lavoro diverso". Così Rino Gattuso, tecnico della Lazio alla vigilia della trasferta di campionato contro il Venezia.
"Un giocatore con le mie caratteristiche forse in una mia squadra non giocava per quello che voglio fare con le mie squadre. Uno come me forse non trovava posto per come vedo il calcio", ha aggiunto.
A chi chiede se c'è stato un contraccolpo dalle vicende extracampo - con l'inchiesta su un presunto piano anti-Lotito-, Gattuso risponde che "voglio che si eviti di parlare di cose che non ci riguardano. Noi dobbiamo preparare le partite allenandoci, fin quando arriva il salario noi dobbiamo pensare a fare il nostro lavoro".
"Domani sarà una partita tosta contro una squadra che meritava di fare qualche punto e ci dobbiamo rifare dal secondo tempo fatto col Milan - aggiunge il tecnico della Lazio -. Se siamo presuntuosi sarà molto difficile, se siamo arrivati dove siamo è perché abbiamo avuto il veleno giocando di squadra e indossando l'elmetto. Non dobbiamo peccare di presunzione, non dobbiamo pensare di essere diventati bravi all'improvviso".