
Da ramo secco a insostituibile: Nico Gonzalez è l'araba fenice della Juventus. E ora il club lavora per blindarlo
Nico Gonzalez, che (ri)scoperta. L'argentino è passato in poco tempo dall'essere un esubero con la valigia pronta a uomo in più della Juventus, che punta a blindarlo

Avrà anche il suo bel da farsi all'Atalanta, ma non è improbabile che, osservando a distanza, Cristiano Giuntoli stia gongolando di fronte all'exploit di Nico Gonzalez. Una piccola rivincita per l'ex responsabile dell'area sportiva bianconera, che tra prestito e obbligo di riscatto aveva sborsato quasi 40 milioni nelle casse della Fiorentina. Cinque reti e quattro assist in 38 gettoni stagionali furono il magro bottino di uno dei colpi di punta del ds del club orobico.
Dati che non fecero avere ripensamenti alla Juventus nell'estate 2025 sul cederlo. Un addio a cuor leggero, destinazione Atletico Madrid. L'annata coi Colchoneros coincide con il riscatto di Nico, certificato poi dall'ottimo Mondiale con la mistica Argentina di Leo Messi. Dopo aver sfiorato il tetto del mondo, l'ex Fiorentina torna e si impunta: vuole tornare a Madrid per raggiungere la colonia Albiceleste rimpinguata dall'arrivo del Cuti Romero. Un trasferimento che sembra cosa fatta, ma al 29 agosto il classe 1998 è ancora a Torino. E allora perché non schierarlo, pensa Luciano Spalletti. Sarà la svolta.
Gonzalez entra come se volesse spaccare il mondo. Spacca anche il palo, per poi trovare la deviazione vincente che apre il contenzioso contro il Parma. SI distingue per versatilità e pericolosità, svariando su tutta la trequarti e inserendosi tra le linee e scompaginare le retroguardie avversarie. Ed è un Nico che, con la garra argentina, si avventa su ogni pallone. Vedere per credere, minuto 9 di Juventus-Nec Nijmegen. Tanto per cambiare, il jolly sigla il gol d'apertura credendo al rinvio di Grabara (senza dimenticarsi la complicità del portiere olandese). Si renderà protagonista anche con il rigore del 3-0 procurato, con tanto di bel gesto nel cedere il pallone a Woltemade, necessitante di sbloccarsi.
Il nuovo numero 31 si comporta da leader, caratteristica che serve come il pane a Madama. Che come riconoscimento pensa al rinnovo di contratto. Si parla di un prolungamento fino al 2029, forse addirittura oltre. L'intenzione, quella c'è tutta. In questo senso, l'esultanza puntando le dita a terra come a dire "io resto qui" è eloquente. Tra tanti punti interrogativi, la certezza di Spalletti è qualcuno che in estate ha tenuto le valige pronte. E non per una vacanza al mare.