Mazzola, Bergomi: "Spinse per mio debutto, ha segnato un'epoca"

"Il mio Mazzola è stato quello che a 16 anni, quando giocavo nella Primavera ad Appiano ha spinto per farmi giocare in prima squadra. Bersellini non era convinto, Mazzola era il dirigente dell'Inter e vedeva qualcosa in me e il mio esordio lo ha spinto lui": è il ricordo di Beppe Bergomi a Radio Deejay nel giorno della scomparsa di Sandro Mazzola. Bergomi racconta l'influenza che ha avuto Mazzola nella storia dell'Inter ma anche nella storia del calcio italiano. Bandiere e leggende che ricevono stima e rispetto trasversalmente. "Sandro ha quindi segnato un'epoca un po' come tutta quella Grande Inter. C'è una foto in rete in bianco e nero ed è bellissima di Sandro e Facchetti con Alberto Sordi, l'ha pubblicata Gianfelice Facchetti, una foto bellissima. Era una squadra di grandi campioni - racconta - che hanno segnato un'epoca non solo per l'Inter: Mazzola era conosciuto in tutto il mondo, ma anche per le altre tifoserie. È stato un personaggio unico. Faceva il centravanti, poi è arretrato un pochino. Diceva che non aveva mai usato le scarpette con i tacchetti a sei perché aveva il passo corto e scivolava molto. Era un attaccante veloce, rapido e col tempo ha arretrato la posizione, ha fatto 162 gol con la maglia nerazzurra, era unico per suo modo di essere. La rivalità con Rivera, hanno segnato un'epoca".