FORMULA 1

Antonelli: "Sogni? Diventare campione del mondo e uno dei più grandi piloti di tutti i tempi"

Il bolognese della Mercedes ospite di "Sport in Fiera 2026" a San Marino

Andrea Kimi Antonelli è stato protagonista a "Sport in Fiera 2026", la grande festa dello sport sammarinese, organizzata dal Comitato olimpico locale del presidente Christian Forcellini. E il 20enne pilota bolognese della Mercedes ha raccontato questa sua straordinaria stagione di F1, che potrebbe concludersi con un risultato clamoroso.

Quando si inizia a sognare?
"Sin da piccoli. Io sin da quando ero piccolo ho sempre sognato di arrivare in Formula 1, e un giorno diventare Campione, quindi io ho sempre sognato, e lo faccio ancora adesso. Credo che quando hai un sogno è importante rincorrerlo e cercare di fare di tutto per farlo diventare realtà. Credo non ci sia età, sin da piccoli, sin da subito si può sognare".

Hai detto: non ho smesso di sognare. E allora la domanda arriva fatidica: il sogno di Kimi Antonelli, oggi
"Credo che in parte lo sappiate".

Ci piace sentirlo dire da te…
"Dai, quello di diventare campione del mondo e poi dopo diventare uno dei più grandi di tutti i tempi. Adesso cerco di raggiungere il primo, e poi penso al prossimo".

Cosa ti è rimasto di Monza? Emozioni, cos’è rimasto addosso?
"Ah, è stata un’emozione unica, vivere quel momento lì con tutti i tifosi… Credo che il podio di Monza sia il podio più bello dell’anno per come è strutturato, e vedere così tanti tifosi e cantare l’inno è stato un momento indimenticabile. Poi sai, anche il contesto della gara, partendo praticamente ultimo e andare a vincere anche quello è stato emozionante, per questo Monza credo sia stata la vittoria più emozionante fino adesso. Anche più emozionante della prima vittoria, ovviamente per una serie di motivi: Gran Premio di casa, il fatto che sono partito indietro, è stato un momento indimenticabile".

L’hai detto, l’abbiamo registrato, vuoi diventare campione del mondo e il più grande di tutti i tempi. Nella tua testa da qui a fine stagione quali devono essere i passaggi? C’è un piano d’azione?
"Continuare a fare quello che ho fatto fino ad adesso, senza strafare, cercare di fare il meglio ogni weekend, cercare di divertirmi, perché alla fine è molto importante anche cercare di divertirsi il più possibile in quello che si fa, e soprattutto nel mio lavoro ho la fortuna di poter fare quello che amo, come professione, ed è importante che mi diverta, perché alla fine è quello che ho sognato fin da quando ero bambino. Fare il pilota di Formula 1. Ovviamente ho dovuto lavorare sodo per raggiungerlo , però sai è importante anche che mi ricordi di divertirmi, quello fa la differenza e ti aiuta anche a prendere le cose con più leggerezza. Però l’importante è cercare di fare del mio meglio ogni volta che vado in macchina, poi si vedrà dove arriverò a fine anno".

"Come pressione le aspettative ovviamente con il passare dell’anno sono cresciute tantissimo, soprattutto le aspettative dopo la prima vittoria, dopo la seconda… La gente soprattutto si aspettava moltissimo da me, il mio mindset è sempre quello di cercare di fare del mio meglio ogni volta che vado in pista, cercare di restare del presente, senza pensare ai risultati futuri o al passato. Stare focalizzato sul presente, sul fare meglio che posso fare sul momento. Poi guarda la pressione puoi vederla in due modi… Puoi vederla come una cosa negativa o come una cosa positiva. Io cerco di vederla più come una cosa positiva, come una possibilità di brillare sotto pressione".

"Ti racconto: in qualifica a Monza quest’anno, quando in Q3 sapevo che non potevo giocarmi la pole, e quindi non c’era pressione, non c’era niente, è stata una situazione molto strana. Mentre ad esempio a Madrid, quando sai che ti devi giocare il tutto per tutto, alla fine è tutto molto bello. Cerco di quasi accogliere questa pressione, di farne buon uso".

Baku può essere il sigillo secondo te?
"No, no, ci vuole ancora qualche gara. Baku è una bella pista, sarà tosta, ma credo che si potrà fare molto bene".