MILAN

Moreira, capocannoniere "lampo": il portoghese a segno già tre volte in 127 minuti

Il belga è già super: con tre reti in altrettante partite, l'ex Strasburgo fa la differenza da subentrante

I giudizi, nel calcio, cambiano in un batter d'occhio. Chiedere a Diego Moreira per conferma: 61 minuti di esordio contro la Juve a Torino e già molti dubbi erano sorti sul suo ingaggio a peso d'oro. Il belga, alla sua prima da titolare, era stato autore di una performance inconsistente contro la Juventus al pari della maggior parte dei compagni. Ma all'ex Strasburgo sono bastati i successivi 66 minuti per prendersi il Milan.

Impatto devastante a Roma. Il mancino di Moreira, subentrato a un Estupinan disastroso, fa tremare la porta della Lazio. Sinistro al volo da posizione angolata e botta alla Theo Hernandez da poco fuori l'area per pareggiare i conti. Ti fermi e pensi: uno così non può più stare in panchina. E invece Amorim gli preferisce Bartesaghi prima e nuovamente Estupinan poi. Ma ancora una volta, il classe 2004 entra benissimo contro il Lecce. Cinque minuti e si invola verso la porta salentina e infila Falcone, mettendo in cassaforte il 3-0 finale. Fare un bilancio è molto semplice: tre timbri in altrettante apparizioni.

Ciò che salta all'occhio è il fatto che tutti e tre i gol siano arrivati da subentrato. Moreira è la scossa che serviva a un Milan intorpidito. Ma soprattutto, conti alla mano, è il capocannoniere di una squadra che, almeno prima di ieri, faticava a segnare. Dopo la sosta, per Amorim sarà difficile non schierare titolare il suo jolly, impiegabile su entrambe le fasce e da sottopunta (possibilmente sull'out di sinistra). 

Il neo arrivato non solo può continuare a segnare, ma può aiutare un reparto in cui l'altro maxi-acquisto dell'estate rossonera stenta a incidere. Goncalo Ramos continua a mancare l'appuntamento con il gol... o meglio, con i tiri in porta. L'attaccante portoghese, malgrado la prestazione altruistica contro il Lecce, non conclude verso lo specchio da tre gare. E meno male che Pulisic è rientrato in versione Capitan America e Cisse ha saputo trainare la squadra, specialmente all'interno delle mura di Torino. Il dopo-sosta sarà un banco di prova soprattutto per l'ex punta del Paris Saint Germain, chiamato a svoltare.